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Petrone: “Qui per vincere e per dare il massimo. In trasferta atteggiamento e mentalità…”

Petrone: “Qui per vincere e per dare il massimo. In trasferta atteggiamento e mentalità…”

Ai microfoni della stampa locale è stato presentato il nuovo tecnico del Calcio Catania, Mario Petrone. Queste le sue parole, oltre quelle dell’Amministratore Delegato Pietro Lo Monaco .

Lo Monaco – “Innanzi tutto voglio esprimere il mio disappunto per la prestazione di Agrigento. È una prestazione che dovremmo ricordarci per tanto tempo. Degli ultimi 10 anni è una delle pagine più brutte della nostra storia. Ringrazio Rigoli per l’applicazione che ci ha messo e per quanto ci ha messo in questa avventura. Per quello che lui ha dato come sentimento. Quando si cambia allenatore penso che è sempre abbastanza doloroso per una società. Ciò che più odio è cambiare tecnico perché significa che abbiamo sicuramente messo poca attenzione all’inizio. Purtroppo è un’esperienza andata per il verso sbagliato e mi sembra doveroso da parte nostra augurare fortune all’allenatore uscente. Abbiamo deciso il cambio della guida tecnica, scegliendo un allenatore che era tra i papabili ad inizio anno. Quando si decide di assegnare un ruolo non percorri mai solo una strada. Già Petrone era seguiti da noi. si è data questa possibilità ed a noi è sembrata la cosa più logica. Petrone è un allenatore che si è fatto da solo che proviene da campionati duri dove i veri valori risaltano sempre in modo netto e chiaro. Ha esperienze vincenti, ha la cultura della vittoria. Abbiamo fatto sto passo perché sia chiaro a tutti, ai giocatori in primis. Noi non lasciamo niente di intentato per il raggiungimento del nostro obiettivo, che è quello dei playoff fatti col chiaro intento di voler essere competitivi. Se devo cambiare anche il manutentore, cambio anche il manutentore. Andiamo avanti per la nostra strada accettando anche gli incidenti di percorso che fanno parte del corso. I forti sono quelli che ogni volta che cadono hanno la forza di rialzarsi. Abbiamo 13 partite da qui alla fine e le vogliamo fare in apnea. Abbiamo tutti il dovere di farle con tutta la forza possibile. L’esonero di Rigoli? Ho solo voluto levare albi ai calciatori, chi vince e va in campo sono loro. La cultura del calciatore è quella di avere comunque un alibi. L’alibi ulteriore gliel’abbiamo levato. Abbiamo un traguardo naturale che è arrivare ai playoff e giocarseli. Se questo verrà fatta, dubbi non ce ne sono. Quando una squadra molla l’allenatore è gravissimo, ma non è questo il caso: penso sia stato un blackout generale”.

Petrone – “Ringrazio il direttore, sono orgoglioso di far parte di questa famiglia, di una città bellissima e di una società storica ed importante nel panorama nazionale. Quando mi ha chiamato Lo Monaco gli ho dato subito disponibilità. Dobbiamo fare di tutto per andare in Serie B, mi ha detto subito il direttore. Sono d’accordo, io gioco per vincere. Do tutto me stesso, tutti i giorni, per la società, per la squadra, tifosi ed ambiente. Da parte della squadra si pretende altrettanto. Rigoli è un amico ed è giusto dare continuità ai punti conquistati. Prometto a me stesso e all’ambiente che daremo tutti quello che abbiamo. Il Catania ha qualità, i punti sono stati fatti ma sono da migliorare. Vincere in trasferta? È questione di atteggiamento che si coltiva dal primo giorno di lavoro. È una mentalità che si coltiva dando il massimo ogni giorno. Giocare per vincere significa lavorare nel quotidiano su tutte le componenti che riguardano una partita di calcio. L’atteggiamento e mentalità sono fondamentali. Allenarsi al massimo con dei ritmi elevatissimi. Il Catania può variare modulo. La linea a 3 o 4 in difesa dipende dalla disponibilità del momento. Per me la cosa fondamentale è dare degli automatismi alla squadra. Il reparto avanzato, ma anche il centrocampo, può variare tantissimo. Quello che è per me fondamentale sono atteggiamento e mentalità. La pressione? É una mia esigenza personale. É una parola che non fa parte del mio vocabolario. Per me la pressione è un fatto normale, a Catania si vive il calcio in modo passionale. Modulo? Devo valutare. Accordo fino a fine stagione? Il contratto per me conta relativamente, a giugno si valuterà. Le cose si fanno in due. Calcio spettacolare? Il calcio ha bisogno di equilibri, la componente partita è molto varia. Conosco bene Baldanzeddu, l’ho lanciato io a 15 anni. Marchese non lo scopro io, è un grande professionista: tatticamente può giocare ovunque. Il centrocampo è il fulcro di una squadra, determinando gli equilibri di una squadra. Se si gioca a due servono caratteristiche ben precise. Pozzebon e Tavares? Possono coesistere“.

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