Ai microfoni della Sala Congressi di Torre del Grifo ha parlato il proprietario del Catania Antonino Pulvirenti. Queste le sue parole e quelle dell’AD Pietro Lo Monaco.
Lo Monaco – “È venuto il momento che tanto attendevano e che attendeva anche il “presidente” che continuo a chiamare così nonostante la nomina di Davide Franco. Questo momento gli fa onore, non è assolutamente da tutti. Possiamo costatare il nostro operato attraverso i fatti, ma andare ad ammettere ed anche in qualche modo chiedere comprensione alla gente non è da tutti. Nella vita la parola più difficile da dire è “scusa”. Il Catania è stato in vendita: Vergara ha dimostrato interesse serio e voleva rilanciare il loro marchio in Italia. Vergara è venuto qua ed è stato ospitato da noi. Evidentemente non ha ritenuto opportuno perchè poi non ha dato seguito. La richiesta era una sola: oggi il Catania non può valutare il titolo in Serie C, ma chi deve prendere il Catania deve acquistare Torre del Grifo. Anche io ho chiesto al Presidente il perché di certe sue scelte e pure a me ha manifestato grande stupore, sottolineando come in quel periodo avesse poco chiaro il percorso da seguire. Possibilmente questa conferenza susciterà l’acredine di alcuni, ma anche la comprensione di tanti altri. Torre del Grifo va con il vento in poppa. Com’è noto, già lo scorso anno abbiamo avuto modo di rinegoziare il debito con rate più umane e stiamo rispettando tutti gli impegni. Quindi, il nostro Centro Sportivo continua ad essere una fonte per il Catania e vive di luce propria. Quando eravamo in Serie A pagavamo una rata di circa un milione e ottocentomila euro, oggi ne paghiamo una certamente più congrua alla nostra categoria e al momento storico che viviamo.
Pulvirenti – “L’ultima conferenza l’ho fatta 2 anni fa e se qualcuno mi avesse detto che sarei stato qui oggi io l’avrei preso per pazzo. Durante quella conferenza ho detto che volevo vendere il Catania e la seconda è che avrei fatto di tutto per mantenere il Catania. La prima non si è verificata e la seconda si. Perchè la conferenza oggi? Sentivo bisogno di chiarire alcune cose. Giovedì è andato a buon fine il piano di ristrutturazione societario attraverso l’emissione di un bond già approvato a luglio. Oggi sono qui a dire che quello che è stato fatto in questi anni va dato merito agli avvocati del Catania. Il debito è stato ripristinato e si può passare al rilancio. Faccio un passo indietro. Cosentino entra nel Catania nell’anno in cui c’era Gasparin. Io volevo continuare con Gasparin ma affidare il mercato a Cosentino. Gasparin non accetta l’incarico e va via. Questo è stato il più grande errore che ho fatto. Vedere il Catania in queste condizioni perchè ho scelto di affidare tanto a questa persona. L’errore di base è mio. Ancora oggi non mi spiego dell’errore che ho fatto. Ho sbagliato, facendo l’esatto opposto di quello che ho sempre fatto.
Cosentino sarebbe rimasto sicuramente amministratore delegato se non ci fossero stati i Treni del Gol. Chiedo scusa per la frase che dissi su Sky offendendo della gente. Non lo penso, ho sbagliato. Ho sempre avuto dei dubbi su come sono andate le cose nel processo dei Treni del Gol. Rileggendo le carte abbiamo la certezza che si è trattata di una truffa nei miei confronti. Resta il problema morale, perchè moralmente sono responsabile. Non mi sono mai sentito “intoccabile”. Volevo davvero vendere il Catania, non c’è stato uno che ha offerto un euro. Non ho chiesto scusa pubblicamente prima, ma in silenzio ho fatto di tutto per rimediare a questi errori. Lo Monaco? Dopo i Treni del Gol, si sono azzerati i vertici è stata affidata la società a Bonanno, per le mie vicende giudiziarie non potevo intervenire come avrei voluto. Mi rendevo conto che non saremmo andati da nessuna parte. Appena c’è stata la possibilità mi sono incontrato con Lo Monaco ed è ripartita questa nuova storia. Oggi grazie al lavoro fatto dal Direttore e le risorse messe dal Gruppo, possiamo guardare al futuro con un certo ottimismo.
Se fossi un tifoso non so se avrei fiducia in Pulvirenti. Ma guarderei con curiosità, con scetticismo ma con un pizzico di fiducia. Un errore può capitare a tutti, ma il mio è stato grosso ed ha coinvolto tanti. Io oggi provo disagio ad andare allo stadio, nonostante il daspo tolto, perchè so di aver fatto male a tanta gente. Se le mie condizioni giudiziarie lo consentiranno spero di tornare un giorno il presidente del Catania. Nei Treni del Gol il giudice Artico ci da il massimo della pena, ma nessuno condanna Arbotti. Artico assolve Arbotti dall’articolo 2, cioè quello che porta alla retrocessione del Catania. Artico che condanna il Catania ad una pena severissima, ma assolve Arbotti. Questi sono i dubbi che questa vicenda si porta dietro. Dopo aver ritrovato Pietro Lo Monaco al mio fianco, ribadisco quello che dissi quando acquistai il Catania e cioè che smetterò di fare calcio quando lo farà lui. Guardo il Catania attraverso Sportube e non perdo neanche una partita. Degli amici del mondo del calcio del passato non ho più sentito nessuno. L’unico con cui mi sono ritrovato qualche volta telefonicamente è stato l’ex Presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, con il quale ci siamo consolati a vicenda per le rispettive vicende passate. L’errore commesso con la scelta di Cosentino ha scatenato tutta una serie di errori a catena. La Gea ha collaborato con il Catania solo per una stagione, ma per l’aspetto legato al merchandising. Chiesi consiglio a loro per identificare un direttore sportivo e mi proposero Delli Carri, che poi ricevette tale incarico. Con il gruppo Bacco non si è mai arrivati ad una trattativa, ma è una persona che vuole bene al Catania ed infatti è nostro sponsor“.


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