La vittoria contro l’Andria potrebbe non bastare ai rossazzurri per la salvezza, se i risultati di Monopoli e Catanzaro non fossero favorevoli al Catania. Ai microfoni di “Repubblica” l’amministratore delegato del Catania, Pippo Bonanno, ha fatto mea culpa parlando del delicato momento in casa etnea:
“Non siamo più padroni del nostro destino abbiamo l’obbligo di vincere, per metterci nelle condizioni di attendere i risultati di Catanzaro e Monopoli”.
“Passo falso con la Paganese? Ci siamo fatti attanagliare dalla tensione smarrendo quella lucidità necessaria per indirizzare la partita in un certo modo. Sono gare in cui occorre avere pazienza e convinzione di farcela fino all’ultimo. Comunque nulla è compromesso, abbiamo tutte le carte in regola per raggiungere il nostro obiettivo”.
“I motivi del calo del Catania? Siamo tutti responsabili perché se è vero che potremmo chiudere con 49 punti in 34 gare, con una media di 1,44 a partita, è altrettanto innegabile che il più recente trend, soprattutto quello esterno, è assai deludente. All’inizio si volava sulle ali dell’entusiasmo, c’era un’atmosfera magica, ma alle prime difficoltà sono emerse frizioni che hanno nuociuto sulla prosecuzione del campionato. A fine stagione, con onestà intellettuale, analizzeremo le cause di un’annata difficile, oltre ogni previsione”.
“Calciomercato di gennaio non positivo? Posso soltanto evidenziare che a gennaio abbiamo operato in regime di straordinaria difficoltà soprattutto alla luce dei fatti che hanno coinvolto, proprio in quel periodo, la proprietà. In più dovevamo completare un certo lavoro di alleggerimento dell’onerosissimo monte ingaggi lasciatoci in eredità, che, per la seconda volta, dopo giugno, esponeva il club ad un serio rischio di fallimento. Sapevamo tutti che era l’anno zero, dispiace che qualcuno se ne sia dimenticato cammin facendo”.


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