Editoriale – È finita! …(finalmente)
Forse, che il punto finale sia arrivato, e sia arrivato sabato 7 maggio piuttosto che tra qualche settimana, è davvero la cosa più bella che sia successa sotto i piedi dell’Etna da tre anni a questa parte. Un triennio di insuccessi, partiti da incapacità prima e da una serie di avvenimenti che, come un “pendolo di newton”, hanno reso questa stagione la più dura forse da digerire per tutto l’ambiente rossazzurro. Però è finita, ed allora è giusto anche concedersi un sorriso prima di riprendere le fatiche per evitare quanto è stato inevitabile nel corso del fatal triennio.
È vero, le gestioni sono cambiate, però purtroppo il piano è rimasto inclinato. E vedere oggi un Catania che potenzialmente potrebbe anche non rotolare più in basso di così al calcio italiano rende il sospiro di sollievo ben più appagante di quanto si potesse immaginare alla vigilia di Catania-Andria. È finita, e dunque va bene così. Anche perchè in questa stagione è successo un po’ di tutto. Innegabili alcuni errori di scelte, forse anche di gestione nonché nel mercato di gennaio, ma forse le difficoltà di quest’annata erano state sottovalutate un po’ da tutti dopo le 3 giornate che hanno riportato il -9 a 0. Eppure un plauso a questa dirigenza va fatto. Va fatto per almeno due motivi. Innanzitutto per la voglia di mettersi in gioco in un terreno lasciato estremamente arido dal 23 giugno dell’estate scorsa. E infine, cosa non di poco conto, aver centrato i due obiettivi di questa stagione, uno molto complesso, l’altro sicuramente alla portata, se non addirittura al di sotto. Il primo la salvezza sul campo. Qui si potrebbe anche aprire un intero capitolo, sul quale è meglio limitarsi a dire che era ampiamente accessibile ai rossazzurri, anche senza dover ricorrere a sperare in altre squadre e salvarsi grazie agli scontri diretti nell’ultima giornata. Il secondo, ben più complesso sul piano economico, nell’aver sgravato contratti molto pesanti e capitalizzato dove possibile.
E ora? Ora inizia la vera sfida: perchè i proclami non possono essere nascosti dietro un dito e l’anno che verrà dovrà vedere il Catania centrare la promozione, non per isteria o per capriccio, ma per necessità di storia, blasone e perchè no anche di portafoglio. E allora qualche giorno di riposo può servire a tutti per sciogliere quei nervi che fino al 95’ dell’ultima gara di campionato sono stati a mille, poi va fatta una programmazione seria e vincente. Va cambiato parte dell’organico che non ha rispettato le attese o che ha staccato la spina troppo presto, anche se una base c’è ed è innegabile. In attesa sempre di tante risposte sul piano societario e della cessione del club, che rimane con un cartellino “vendesi” attaccato al collo e che solo il tempo potrà dire se verrà tolto e con quali condizioni. In fondo è giusto così, per adesso. Un campionato è alle spalle e l’estate di fronte. Estate di lavoro, su più fronti dopo un campionato finito come nessuno si aspettava. Però è finita, almeno per ora, ma in fondo è appena cominciata…
foto: calciocatania.it
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