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Editoriale – Nessun miracolo nella terra dei Pagani. Moriero il baratro è ad un passo

Editoriale – Nessun miracolo nella terra dei Pagani. Moriero il baratro è ad un passo

Lo zero a zero senza infamia né lode andato di scena quest’oggi è stato servito su un bel piatto d’argento, liscio e prevedibile come il carico del seme sbagliato nell’ultima mano dell’avversario a briscola. Il pareggio del Catania oggi vale 0 punti o quasi ai fini della matematica, perchè, non ce ne voglia Francesco Moriero, ma non prendere gol “lì dove il Matera ne ha presi 4” è davvero la più magra delle consolazioni che il tecnico leccese potesse ricercare. Già perchè il nome Catania non fa neanche lontanamente rima con queste squadre sopra citate, e la storia e il blasone non si barattano con un play-out a cui affidare le ultime residue speranze di salvezza. Il cammino del Catania in questa stagione regolare (è bene sottolinearlo) è finito virtualmente oggi. Inutile sperare nel passo falso di altri, quando tu stesso hai complicato il tuo destino inclinandolo di male in peggio. Perchè se oggi si fosse vinto, allora staremmo parlando di altro. Staremmo parlando di salvezza quasi formalmente acquisita e di obiettivo stagionale rispettato, in extremis, ma rispettato (stando sempre ai proclami di inizio stagione, veritieri o meno che siano stati). Però oggi non si è vinto e dal paradiso si passa all’inferno senza passare dal purgatorio che ha contraddistinto invece tutta la stagione etnea. Ma a Pagani, di paradisi, purgatori e inferni è meglio non farne menzione, ne’ per evidenti ragioni semantiche, quanto meno per le dichiarazioni del post gara. Già perché “volevamo impostare una gara ripartendo sull’avversario” non fa per nulla assonanza con il concetto di voler vincere la gara a tutti i costi, consapevoli della propria forza. L’atteggiamento che il Catania ha dimostrato in campo è ancor più inaccettabile se si pensa che si sapeva già da una settimana che lo 0-0 sarebbe stato festeggiato a champagne e brindisi in casa della Paganese. E di contro che si fa? Scegliere di lasciare il pallino del gioco all’avversario, per ripartire, dove il principale compito della Paganese invece era difendere. Infatti un mix di scelte non azzeccate, di nervosismi ed errori che alla fine si trasformano, in un’orgia di disastri, nello 0-0 che di fatto spalanca al Catania il baratro dei play-out. La sensazione netta è che tuttavia sarà difficile vedere un Matera e un Melfi da battaglia contro Monopoli e Catanzaro, ma piuttosto una bella sagra del biscotto pronta a regalare ai rossazzurri l’incubo che nessuno voleva vivere. E se già si sapesse che il blocco delle retrocessioni è cosa concreta? Non lo sappiamo e vi lasciamo col beneficio di questa speranza, più che dubbio, perchè forse il calcio da tavolino che ha ammazzato i cuori dei catanesi quest’estate può salvarlo nella prossima. Certo non conviene farci troppo affidamento, ma ad oggi di contro la fiducia in questa squadra è terminata, quasi del tutto.

foto: Filippo Galtieri

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