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Homo homini Lupa

Homo homini Lupa

Alla fine il Catania ha vinto. E questo forse è davvero l’unica cosa che conta, perché perdere punti in questo momento significa davvero giocare col fuoco di una categoria che già di per se poco si addice ai colori del Catania. Una Lupa poco affamata quella del Massimino, più attenta a non prenderle che a ringhiare su un elefante tanto ingombrante quanto pachidermicamente assonnato nel voler far punti. Si, alla fine vince il Catania e allora i mille cuori del Cibali (più quelli alle spalle, ne siam certi) possono tirare un grosso sospiro di sollievo perché il rischio di essere inghiottiti era troppo pericoloso. Tuttavia la prestazione non può rincuorare nessuno in casa Catania, e l’atteggiamento mostrato dopo il triplice fischio forse non rende omaggio a quanto visto in campo. Vero è che arriva una vittoria sacrosanta e benedetta, ma passa per i piedi, anzi per la testa, di una delle pochissime palle gol che la squadra composta dai “giocatori di altra categoria” sono riusciti a costruire contro una Lupa ormai retrocessa virtualmente da mesi. Insomma c’è poco da sorridere per chi ha ben in testa che per salvarsi deve fare ben più di così. E come uno strano caso del destino, il testa coda del campionato adesso proporrà la prima della classe fuori casa lasciando presagire la classica gara da cuori infranti e dai “ripartiamo da…” tanto agognati in questa stagione. Eppure un segno di vita il Catania lo deve pur dare, anche fuori casa, dove la vittoria non arriva da un intero girone. Lontano dalle mura amiche l’encefalogramma è piatto e i punti in casa, arrivati a 4 dalla fine, potrebbero non bastare. L’homo homini lupus, anzi Lupa che proprio contro quella dei Castelli Romani è bastato a vincere, adesso potrebbe non bastare. Adesso servono solo gli artigli, il coraggio e la voglia di mangiarsi l’erba del campo pur di conquistare una salvezza che non avrebbe nulla di incredibile, benché nell’ambiente si usino questi termini. Un segno, singolo, piccolo, ma poderoso di vita in queste ultime giornate. Una reazione, dopo mesi di apatia. Poi il resto sarà estate, voglia di mare, vacanze, di addii, tanti addii per riprogrammare una prossima stagione dagli obiettivi necessariamente diversi chissà, magari anche tradotti da qualche lingua del Centro America che ad oggi, ancora guarda e studia da lontano.

Foto: calciocatania.it

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