Nel corso di ‘Eleven Home’, in onda sulla pagina ufficiale Facebook di Eleven Sports, è intervenuto il presidente della Sicula Leonzio, Giuseppe Leonardi, partendo dall’Assemblea di Lega, svolta giovedì scorso:
“Non nascondo che ho votato per i playoff, perché si potevano fare. Credo che era la scelta più giusta, perché il lavoro di una stagione passa anche dalla possibilità di andare in serie B. Tra i protocolli e le direttive che avevamo, si era fatta anche una stima economica di quanto costava riprendere sia i campionati, che i playoff. Sui campionati c’è stato il voto completo delle 59 società, perché la sessantesima è la Juventus, che non ha diritto al voto, essendo seconda squadra. Sul discorso playoff, il costo effettivo era intorno ai 150 mila euro e riguardava la gestione degli allenamenti e delle partite. Per questo dico che si poteva provare ad attuare questo meccanismo, per chi voleva fare i playoff e ne aveva la possibilità economica, ma così non è stato. La maggioranza ha vinto e il buon senso ha detto di non giocare e pensare alla prossima stagione. In Sicilia, i casi di Coronavirus sono nettamente in diminuzione, rispetto al Nord, dove ci sono ancora tanti morti e contagiati. Ad oggi non c’è una vera linea che accontenti tutti”.
RIFORMA DEI CAMPIONATI – “Credo che le riforme vadano studiate con coscienza. Non si può dire ad oggi che la serie B sarà a 40 squadre. In base a quali parametri? E’ da escludere, perché non ci sono ancora le basi. Anche il presidente Ghirelli lo ha detto più volte. Le riforme vanno fatte sulla strada che è stata intrapresa in questi anni, andando a mettere dei paletti importanti dal punto di vista economico-finanziario. Già quest’anno, con le giuste regole, nessuna squadra è saltata. Nel nostro girone, a rischio c’era il Rieti, che ha preso il punto di penalizzazione, ma poi si è organizzato. I fallimenti sono stati pari allo zero. Il giusto metodo è lavorare a monte, capendo chi ha la voglia e possibilità di investire veramente sul calcio. Abbiamo gli stessi obblighi della serie A, ma con introiti pari allo zero”.
RITORNO ALLO STADIO DEI TIFOSI – “Sarà molto dura. Gli stadi rientrano tra teatri, concerti, discoteche, quindi credo che se ne parlerà l’anno prossimo. Non prima di gennaio, a meno che non si trovi una cura o un vaccino”.
Fonte foto: NewsCatania.com


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