Prima conferenza stampa pre-gara del 2020 per mister Lucarelli, che ha presentato la trasferta di Francavilla Fontana ed ha risposto ai giornalisti presenti anche sulle difficoltà oggettive in cui versa attualmente il Calcio Catania. Queste le sue dichiarazioni:
“Ero consapevole della situazione finanziaria del club e non ho avuto ripensamenti rispetto a quando ho deciso di accettare l’incarico, quindi non mi tiro indietro. A Messina ho passato una situazione analoga, sono abituato a lottare nelle difficoltà. Vado avanti e provo a trascinarmi dietro i giocatori in questa stagione particolare.
Vicente e Curcio sono state delle opportunità di mercato, sono giocatori di categoria e non doppioni rispetto a quelli che abbiamo perché hanno caratteristiche che nessuno ha nella nostra rosa. Sono funzionali al nostro girone e siamo contenti di averli presi.
Il mercato lo sto facendo insieme a Lo Monaco, amministratore delegato dimissionario, ma che resta comunque attivo sulle vicende del club. Mettiamo a disposizione le nostre conoscenze e cerchiamo di operare al massimo delle nostre possibilità.
Per la cessione di Lodi si sono verificate tutta una serie di situazioni economiche: ha trovato la società che gli permetteva di mantenere certi guadagni ed altre cose ed è giusto che sia andato via.
Curcio è un trequartista, ha fatto anche il falso nueve. È un valore aggiunto il fatto di non poter disputare una sola posizione, ma di poterlo utilizzare anche in altre situazioni.
Io penso solo al campo. Non ho i poteri per pensare a tutto ciò che succede fuori dal campo. Non ho la bacchetta magica, non faccio il commercialista e non conosco la situazione nel profondo della società. Una cosa però la so: potrebbe dipendere da me e dai miei giocatori un’eventuale risoluzione dei problemi, facendo qualcosa di impensabile e dando un futuro certo centrando l’obiettivo Serie B. Lavorare in queste condizioni non è facile, ma niente alibi. Voglio 22 kamikaze pronti a tutto per un’impresa titanica. Stiamo cercando profili da combattimento, non tutti hanno le palle per gestire certe pressioni. Si va avanti e alla fine tireremo le somme.
Posso avere la mia idea personale sul futuro, ma ai tifosi interessa il campo e mi occupo di quelle cose lì. Non è facile ma non deve essere un alibi, si può vincere anche in situazioni come quella attuale complicata. Dovessimo perdere una partita non userò alibi. Questa squadra non ha mai preso un punto di penalità. Fino a quando veniamo pagati e possiamo lavorare in questa splendida struttura non ci sono problemi.
Noi abbiamo stilato alcuni giocatori che sono dal punto di vista tecnico incedibili: se arriva una squadra che mette sul piatto soldi importanti in questo momento alziamo le mani. Ormai i cartellini non si acquistano più: sappiamo chi non deve muoversi, salvo offerte economicamente irrinunciabili per la società Calcio Catania.
Manneh mi sembra uguale a come l’ho lasciato, lo volevo ritrovare così onestamente perché so cosa può darci. La prima partita dopo le vacanze è sempre un terno al lotto, è difficile da decifrare. Non si può mai sapere, noi avevamo dato un programma e molto parte dalla testa. Molti giocatori sono al centro di attenzioni di altre squadre, li voglio tutti subito sul pezzo fin da subito.
Chi è abituato ad allenarsi in un terreno in sintetico avrà sempre un vantaggio. Non cambia necessariamente i valori tecnici. Se avremo la stessa corsa e fame del Francavilla dovrebbe prevalere l’aspetto tecnico nostro. Non possiamo fare il tiki taka in un campo stretto come quello lì.
Non entro nel commentare il messaggio inviato ai calciatori, magari Lo Monaco aveva le sue strategie non penso sia stato inviato senza valutare vantaggi e svantaggi. Il direttore è stato furbo a far capire che tutti i calciatori erano sul mercato, tutti i nostri giocatori hanno avuto delle richieste. Ci sono stati anche dei contro: convincere i calciatori a rimanere perché in molti spaventati dal futuro. Noi ogni giorno, nonostante tutto, abbiamo giocatori che si offrono di venire a Catania. Ci sono da fare delle scelte, soprattutto sulle qualità umane. La missione durerà cinque mesi e ci saranno lacrime, sudore, rinunce e sacrificio”.
Non mi sento ridimensionato da questo contesto difficile, ma orgoglioso da chi ha scelto me proprio in questa situazione complicata. Era facile venire un po’ di anni fa in Serie A, mentre oggi bisogna avere gli attributi”.
Foto: newscatania.com


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