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Mascara e Moriero: gol impossibili. Ma il piccolo A. ha battuto tutti

Mascara e Moriero: gol impossibili. Ma il piccolo A. ha battuto tutti

Stop di petto di Morimoto, spalle alla porta avversaria, tiro al volo di Mascara da centrocampo, Amelia battuto nell’incredulità generale. Ma si può, un gol da antologia, raccontare solo attraverso una mera cronaca? Quell’1 marzo 2009 è una gemma incastonata nella memoria degli addetti ai lavori di tutto il mondo, da Catania a Tonga, che molti fuoriclasse come l’inarrivabile Maradona e “piatto d’oro” Beckham, non sono mai riusciti a emulare se non, forse, maneggiando con cura un joypad. Dopo 7 anni, numero caro a “Peppe – Play Station”, che il joypad evidentemenete ce l’ha incorporato sul piede destro, è inevitabile cliccare sul video che ne cattura le movenze ultraterrene e avvertire una pelle d’oca che percorre la nostra superficie corporea ancora oggi come se si trattasse di un palpito d’amore, come se stessimo vivendo in tempo reale quell’evento extraterrestre. Il Catania giocava a Palermo, e “il gol dei gol” è arrivato nella “partita delle partite”: quando storia, fisica, genialità umana e un pizzico di fortuna concorrono a preparare una ricetta perfetta, puoi gustarla a distanza di 7 anni senza aggiungere conservanti perché resta intatta la salubrità di un gesto irripetibile e preconfezionato nei meandri della sana follia, dove non ci sono scadenze, solo eternità.

Il derby Palermo-Catania cattura l’attenzione di un’isola intera già di per sé. Ma noi non vi raccontiamo la partita, notoriamente vinta dai rossazzurri per 0-4, né il gol di Mascara: vogliamo raccontarvi, a distanza di 7 anni, una storia che in pochi conoscono ma che tutti dovrebbero sapere che nasce da quel gol e non muore mai, proprio come un gesto tecnico eterno che, immortalato da un video, rimarrà lì, per sempre, ogni volta che avremo voglia di gustarcelo in tutta la sua magia. “C’era una volta”, e l’incipit fiabesco non è scelto a caso, un bimbo di nome A., di 8 anni, pelato come Morimoto ma che sognava un gol alla Mascara. Potevi saggiarne le qualità in un piccolo campo di provincia in erba sintetica, per la verità un po’ nascosto, davvero in pochi erano a conoscenza della sua esistenza. Lì, con papà sugli spalti a sostenerlo, si allenava per 30 minuti, poi era costretto a lasciare il campo.

De Gregori, narrando del “suo” Nino, cantava di un ragazzo “che si farà anche se ha le spalle strette, quest’altr’anno giocherà con la maglia numero 7”, come Peppe Mascara, come Francesco Moriero, un altro che di gol impossibili (vedi la rovesciata in Coppa Uefa contro il Neuchatel Xamax da posizione defilatissima), se ne intende. Ma se per Nino “quest’altr’anno” rappresentava solo una dolce attesa, per A., che il numero 7 lo aveva già cucito sulla maglia, l’anno successivo non è mai arrivato. Eppure un gol in rovesciata, proprio come quello di Checco Moriero, lo ha realizzato ed esiste un video che ne ha catturato l’attimo per l’eternità, come accade con i gol dei grandi giocatori, come quello da centrocampo di Mascara o la rovesciata del neo allenatore del Catania. Non è su You Tube, lo custodisce papà, gelosamente, non raggiungerà mai milioni di clic e migliaia di condivisioni ma un miliardo di emozioni sempre nuove, una pelle d’oca perenne per i suoi cari ogni volta che ammireranno quel gesto tecnico realizzato durante una partitella di allenamento. Era primavera inoltrata, il premio fu una brioche col gelato. Quel caldo pomeriggio di aprile A. superò Mascara, Moriero, Beckham e Maradona: 8 anni, “gol dei gol” siglato durante la “partita delle partite”, quella con la vita. Ha vinto lui, strappato al mondo ma non alla memoria.

foto: sport.sky.it

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