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Maurizio Pellegrino a News Catania: “Il Catania dovrà andare a Martina Franca per imporre il gioco”

Maurizio Pellegrino a News Catania: “Il Catania dovrà andare a Martina Franca per imporre il gioco”

Puntata ricca di ospiti, quella odierna, per News Catania, su Radio Amore Dance. Durante la diretta, Francesco Becciani ed Emanuele Romano hanno ospitato telefonicamente Maurizio Pellegrino, ex allenatore e giocatore rossazzurro. Il tecnico, stuzzicato sulla possibile vocazione offensiva che Moriero potrebbe dare al Catania dichiara:

“Non esiste nessuna prerogativa offensiva se non si ha una fase difensiva ben congegnata. I due equilibri devono essere vicini. Le distanze viste con la Casertana erano preoccupanti. Chi vince più partite, oggi, ha questi equilibri”.

Nel 2007/2008 ha allenato a Martina. Che esperienza è stata? Che tipo di trasferta affronta il Catania?

“Insidiosa, dal punto di vista ambientale. La gente è molto legata alla squadra. Negli anni il Martina ha fatto degli ottimi campionati. Ha esperienza in categoria. La mia esperienza, invece, non fu felice, ebbi problemi col presidente che abbandonò tutto. Martina Franca è sempre un posto dove la spinta del pubblico si fa sentire,Non è una trasferta facile. Dal punto di vista delle delle squadre,invece,  il Catania è superiore. Se non imposta questa trasferta per vincere vuol dire che ci sono problemi più grossi”.

La scelta di Moriero è giusta? 

“Non entro nel merito.Fare l’allenatore oggi non è semplice Si vive di risultati. Moriero ha avuto delle buone annate, ha vinto un campionato col Crotone. Col 4-2-3-1 ha fatto ottime cose col Frosinone, che giocava bene . S’è perso in alcune annate  difficili, si vuole rimetter in discussione a Catania. Spero che l’entusiamso contagi la squadra”.

Ha rammarichi riguardo la sua avventura sulla panchina del Catania? 

“Non tanto per la Serie A. Fui chiamato nel finale di stagione e  fu straordinario il riscontro che ho avuto nei confronti dei giocatori, nonostantemi fossi arrabbiato tanto con loro, dicendogli che se ci avessero pensato prima saremmo rimasta in A. Il rammarico fu dopo, in B. L’ambiente mi volle fortemente, ma essere messo in discussione dopo due partite mi fece capire che qualcosa non andava, che la stagione poteva essere un fallimento. Avremmo dovuto programmare e progettare la risalita in uno o due anni e dire alla gente che non era facile tornare su”.

Che ricordo ha di Massimino, come giocatore del Catania? 

“Straordinario. Massimino è il Catania ed il Catania è Massimino. Giocavo a Pesaro. Lui cercò  di richiamare tutti i siciliani per vincere il campionato di Serie D. In quel momento, in C, l’Atletico viaggiava col vento in poppa apprestandosi ai play off per salire in B. Voleva riportare il Catania in alto. Ci fece tornare a Catania spiegandoci questo. Poi vincemmo e tornanno nell’allora  C2.Ha sempre voluto il bene del catania e col catania ha condiviso la sua vita”.

Foto da: si24.it

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