Intervenuto all’interno della trasmissione “News Catania Live”, il giornalista di Telecolor Alberto Cigalini ha delineato e approfondito gli scenari che attualmente stanno rallentando il “closing” tra la Sigi e Joe Tacopina. Focus importante su quello che è il ruolo di alcuni soggetti istituzionali (Erario e Comune di Mascalucia, ndr), autorizzati a muoversi entro determinati regolamenti in quanto enti pubblici e non privati.
ACCORDO PRELIMINARE – “Il concetto che va tenuto presente è uno: è stato firmato un preliminare, ma è condizionato e diventa efficace solo al verificarsi di determinate condizioni. Se non si verificano, non si può andare a chiudere e ad oggi queste condizioni sono ancora in corso di contrattazione”.
DATA DELLA FIRMA – “Come è slittato il prelimianre, può slittare anche il closing. Il punto non è lo slittamento, ma perchè se questo succede è perchè ci sono problemi che separano le parti non ancora superati. Io non mi farei un problema se dovessero esserci ritardi per quanto riguarda le date, l’importante è chiudere il cerchio. La chiusura, infatti, farebbe bene a tutti e per esempio Tacopina diventerebbe operativo a tutti gli effetti, mentre la stessa Sigi arriverebbe al punto al quale voleva arrivare cioè di salvare e vendere il Catania. Tutto è subordinato, ci sono tante variabili da considerare”.
RIUNIONE SIGI – “Gli equilibri sono variabili, ci sono più anime dentro SIGI. Quando si è in tanti è difficile mettersi d’accordo, ma è normale che ci siano diversità di vedute. Da questa riunione mi aspetto che ci sia un segnale di compattezza verso la controparte, perchè nell’economia di una contrattazione è importante fare fronte comune e avere una parola forte e ferma. Ci sono stati degli alti e bassi, Tacopina ha avuto anche qualche esuberanza verbale quindi dall’incontro interno a SIGI mi aspetto un segnale compattezza pur nella diversità di vedute e delle richieste formulate da alcuni soci Sigi”.
QUESTIONE DEBITI – “Sono due interlocuzioni ancora da chiudere: c’è un lavoro che riguarda lo scambio di documenti, ma parliamo di due soggetti istituzionali che non possono condonare quello che vogliono come accade con i privati. I soggetti pubblici agiscono dentro determinati paletti. Il “saldo e stralcio” è un processo delicato, ci sono stati degli incontri ma sono due argomenti che ancora devono essere chiusi”.


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