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Escl. NC – Noce: «Cesena esperienza bella e stimolante. Futuro al Catania? Deciderà la società»

Escl. NC – Noce: «Cesena esperienza bella e stimolante. Futuro al Catania? Deciderà la società»

Terminata la stagione agonistica con l’eliminazione dai playoff per mano del Trapani, per il Catania è già tempo di programmare il prossimo campionato. Tra i calciatori che rientreranno alla base dai vari prestiti c’è il difensore classe 1999 Mario Noce, che con le sue 31 presenze (ed 1 gol a referto) ha contribuito al ritorno tra i professionisti del Cesena. Ecco le parole rilasciate dal giovanissimo calciatore in esclusiva ai microfoni di NewsCatania.com:

Quando è nato l’amore per il calcio e dove hai iniziato a giocare prima di approdare nelle giovanili del Catania?

«Ho mosso i primi passi, all’età di quattro anni, nella Polisportiva Catania 1980 di mister Bianchetti. Poi mi sono trasferito alla San Pio dove ho militato praticamente per tre anni. Infine, all’età di 8 anni, sono entrato a far parte del Catania, partendo dai pulcini e facendo praticamente tutta la trafila delle giovanili nella squadra rossazzurra».

A Foggia una serata magica che ha sancito il tuo esordio in gare ufficiali con la maglia rossazzurra: quali sensazioni hai provato in quell’occasione?

«Non mi aspettavo neanche di giocare, è stata una sorpresa pure per me (ride, ndr). Mister Sottil, che già conoscevo, mi ha dato la possibilità di esordire in uno stadio molto caloroso come quello di Foggia, contro una squadra che si apprestava a giocare la Serie B. In quell’occasione ho anche affrontato un avversario con alle spalle parecchi campionati disputati tra Serie B e Serie A come Zambelli. Una serata davvero emozionante».

Raccontaci un po’ di te: quali sono le tue caratteristiche tecniche ed in che ruolo prediligi giocare?

«Il ruolo di difensore centrale è più affine alle mie caratteristiche rispetto a quello di terzino, anche se mi reputo comunque un jolly difensivo: essendo alto 1,90 i miei punti di forza principali sono i palloni alti, le palle inattive e gli uno contro uno. A Cesena, per esempio, sulla carta giocavo da terzino destro in una difesa composta da quattro difensori in linea, ma in realtà il terzino sinistro era sempre alto sulla linea dei centrocampisti e quindi scalavo sempre al centro a comporre una difesa a tre. Per me era la prima volta in un assetto simile e sono riuscito a migliorare tanto sotto diversi aspetti».

Chi è il tuo idolo o comunque il modello calcistico a cui ti ispiri?

«Non c’è un vero e proprio modello fisso a dire la verità: dovessi farti qualche nome anche di caratura internazionale ti direi sicuramente Sergio Ramos e Bonucci in primis. Penso anche a Silvestri, un giocatore di categoria per la Serie C e forse anche superiore, con cui mi piacerebbe confrontarmi nel caso in cui dovessi rimanere al Catania».

A Gozzano prima e Cesena dopo due campionati di Serie D vinti con merito: cosa ti hanno lasciato in eredità queste esperienze dentro e fuori dal campo?

«Sono state due esperienze diverse tra loro, nonostante in entrambe sia stato centrato l’obiettivo promozione: a Gozzano tra problemi fisici ed altre motivazioni non ho giocato tantissimo, ma mantengo comunque un ottimo ricordo. Quella di Cesena di quest’anno è stata un’esperienza certamente indimenticabile: ad appena 19 anni ho potuto giocare con continuità davanti a diecimila persone nelle gare casalinghe. La gente ci ha sostenuto per tutto il campionato, anche nei momenti particolari. E’ stato molto bello e stimolante, una crescita sia professionale che umana». 

Seppur da lontano, hai seguito quest’anno il cammino del Catania?

«Sì, ho seguito il Catania anche da lontano: speravo andasse diversamente ma purtroppo è andata come andata e bisognerà ripartire cercando di andare via dalla Serie C il prima possibile. La categoria sta stretta alla squadra e alla città».

Rimanere al Catania sarà il tuo buon proposito per la prossima stagione?

«E’ pur sempre la squadra della mia città, dove sono cresciuto e credo che sarebbe il sogno di ogni catanese far parte della rosa etnea.  Non ho parlato con nessuno, sono in vacanza, ma a giorni ci sarà un contatto per capire il mio futuro. Mi piacerebbe potermi giocare le mie carte alle pendici dell’Etna, dopo aver vinto già due campionati di Serie D in giro per l’Italia. La decisione finale, come sempre, spetterà alla società: se mi riterrà pronto per la categoria cercherò di onorare le aspettative di una piazza molto esigente». 

Fonte foto: Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

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