Durante la conferenza fiume a Torre del Grifo, il presidente di Sigi, l’avvocato Giovanni Ferraù ha fatto il punto sulla trattativa con Joe Tacopina per l’acquisizione del Calcio Catania, soffermandosi sull’ultima offerta pervenuta dall’imprenditore italoamericano:
“La verità è che oggi Tacopina è rimasto un po’ alla finestra. La proposta ricevuta venerdì è impossibile nella realizzazione. È come se dicessi vi do 100 mila euro, ma mi dovete costruire un campo da calcio in un giorno. E’ impossibile chiedere un’omologa entro 15-20 giorni e nel frattempo saldare 3 milioni di euro di debiti. Alla luce di questo, gli abbiamo chiesto di entrare nel Calcio Catania e non in Sigi, rilevando il 51%, mettendo subito 3 milioni. Gli abbiamo chiesto di rischiare insieme. Non c’è più tempo per porre condizioni, Sigi è disposta a continuare. Cercheremo fondi interni, abbiamo varie interlocuzioni. I sette mesi in cui abbiamo lavorato insieme pesano come un macigno. Non vogliamo più proclami, ma fatti, senza che Sigi prenda nulla. I professionisti ci hanno dato dei numeri e Sigi deve sopportarli da sola. Aspettiamo una risposta chiara: o dentro o fuori. Non possiamo dare a Tacopina un termine oltre i quattro giorni. Entro il 15 maggio chiediamo un’immissione di liquidità. Gli 800 mila dollari non sono serviti per pagare gli stipendi. Le somme sono servite a pagare le scadenze di alcuni creditori”.
“Arena? Non so i motivi per cui l’avvocato non si è più occupato della trattativa, ho sentito Dante Scibilia fino a due giorni fa”.


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