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Escl. NC – Borbone (Resp. Settore Giovanile ): “Vi racconto il settore giovanile del Catania”

Escl. NC – Borbone (Resp. Settore Giovanile ): “Vi racconto il settore giovanile del Catania”

Nella giornata di ieri la redazione di NewsCatania ha incontrato a Torre del Grifo il responsabile del Settore Giovanile del Calcio Catania, Massimiliano Borbone. Questa l’intervista realizzata per comprendere il lavoro svolto e le dinamiche che avvengono nel mondo del settore giovanile della società etnea, nella settimana che porterà i giovani di Pulvirenti nel ritorno dei play-off:

Gara d’andata tra Catania e Tuttocuoio con gli etnei in vantaggio per 2-1. Quali sono le insidie del ritorno?
“Sicuramente sarà un’altra partita. Loro saranno rimasti sorpresi dal nostro secondo tempo, anche per il fatto che abbiamo una squadra con parecchi ’99. È stata una partita molto equilibrata nel primo tempo, avara di occasioni, ma nella ripresa siamo usciti fuori. Ora per loro sarà una gara diversa perchè ci conoscono e sanno quali sono i giocatori che possono determinare. Chiaramente loro giocando in casa vorranno vincere a tutti i costi. Mi aspetto un grande inizio di gara, ma noi siamo pronti e preparati. Li conosciamo meglio anche noi e vogliamo fare bene. Indipendentemente però è importante è avere un ulteriore bagaglio di esperienze. Loro stanno acquisendo esperienze che poi porteranno quando usciranno da qui, al di là di vincere o perder una partita”.

Questa squadra dove può arrivare? Può vincere la competizione?
“Questo è un obiettivo che si sono posti i ragazzi. Loro vogliono arrivare più in fondo possibile. Per noi è già un successo questa stagione, confermata dall’avere da gennaio in poi 4 giocatori in prima squadra in pianta stabile. Per noi il successo è questo. Loro ci credono e lo hanno dimostrato con la reazione di sabato. Dove possiamo arrivare non lo so. So che faremo una buona gara anche a Tuttocuoio”.

Una trasferta un po’ particolare…
“La società ci sta mettendo nelle condizioni di scegliere quale può essere la soluzione migliore. Faremo la rifinitura lì il venerdì pomeriggio. Siamo messi nelle condizioni di affrontare questa trasferta nel miglior modo possibile. Questa cosa vorrei dirla, Antonio Varsallona, il nostro Team Manager, nonché figura storica della nostra realtà, in questi giorni ha fatto i salti mortali per organizzare questa trasferta al meglio”.

Con il Tuttocuoio il Catania ha cambiato volto psicologicamente. 
“Le dinamiche possono cambiare da un momento all’altro, l’aspetto mentale è determinante. Non so se sono stati timidi, ma qualcuno sabato ha sentito un po’ anche la partita. Il gol loro ci ha dato la scossa. Il mister è stato bravissimo a cambiare la situazione. Il fatto di giocare sotto età è una carica in più perchè vogliono dimostrare che in questa categoria ci possono stare”.

Il Catania storicamente è una società che ha sempre lavorato bene a livello di ricerca nel territorio. Ci spiega come funziona la ricerca del talento?
“Da quest’anno abbiamo una figura storica del territorio che è Serraggi, che si occupa di coordinare la rete di osservatori che abbiamo in giro per Catania e per la Sicilia in generale. Loro osservano tante partite dai giovanissimi regionali, provinciali, esordienti. Le seguiamo tutte. Per fare un provino la procedura è cambiata. Noi li vediamo nella società d’appartenenza. Se poi c’è un ragazzo che viene segnalato lo vediamo altre 3/4 volte. Se capita vado anche io a vederli giocare. Se pensiamo poi che possa avere dei requisiti per giocare con il Catania lo invitiamo qui per 2/3 giorni per poterlo vedere meglio e capire se si può adattare da noi. Siamo molto presenti sul territorio insomma, con un contatto quotidiano anche con le società più importanti”.

Il Catania in questi anni ha lanciato 36 calciatori dal settore giovanile, che oggi calcano i campi professionistici. Quali sono i requisiti fondamentali per la crescita di un ragazzo?
“Partiamo da una distinzione. Uno è il calciatore del territorio, che viene da Catania e l’altro è quello che viene da fuori e vive qua in convitto e va a scuola qui. Quando si vede un calciatore è più difficile vedere la prospettiva piuttosto dell’immediatezza. Magari qualcuno che oggi può essere più pronto non è detto che per forza debba avere più prospettiva. La bravura per chi lavora nei settori giovanili è questa. Io ho la fortuna di avere una gruppo di allenatori che lavorano da tanti anni, come per esempio Giovanni Pulvirenti. Lavoriamo in questo, cercare di capire la prospettiva rispetto all’immediatezza. Poi serve capire quali sono le lacune e cercare di lavorarci con i preparatori atletici e lo staff per migliorare questi aspetti che negli anni si deve cercare di eliminare. Con i ragazzi che vengono da fuori il discorso è diverso perchè dobbiamo essere in quel senso quasi certi della prospettiva perchè è un investimento che la società fa. Li curiamo a 360 gradi. Cerchiamo dei giocatori con delle qualità un po’ più evidenti”.

Rispetto al passato questo è un settore giovanile più siciliano. Cos’è cambiato?
“La situazione della società è cambiata. Prima essendo in Serie A fai degli investimenti che sono quasi da prima squadra come ad esempio Petkovic, Barisic. La differenza di categoria cambia nella misura degli investimenti”.

Da campionato Primavera a campionato Berretti per voi cos’è cambiato?
“Ci aspettavamo un campionato diverso, invece quello Berretti è un campionato con molto agonismo soprattutto nel girone D. Infatti nell’andata tutte le squadre del girone D hanno fatto risultato positivo contro le squadre del girone C, che forse è un po’ più tecnico, ma da noi c’è molto agonismo. Per noi che siamo una squadra tecnica, siamo cresciuti molto perchè ci siamo adeguati al campionato. É un aspetto dove eravamo forse un po’ deficitari, ma siamo cresciuti molto ed i risultati si vedono”.

Chi può emergere di quest’attuale annata della Berretti? Qualche nome da appuntarci?
“Non rispondo a questa domanda. È chiaro che sappiamo chi può avere più prospettiva, però non è giusto fare nomi. Ne abbiamo parecchi. Pensiamo che qualcuno possa anche essere utile per la prima squadra nell’immediato”.

Quanto influisce nei giovani allenarsi con la prima squadra?
“Per noi questa divisione non c’è, perchè allenandoci da un campo all’altro siamo abbastanza vicini. Da questo punto di vista abbiamo un’unità di intenti. È chiaro che durante la settimana parecchi giocatori della Berretti si allenano con la prima squadra. Questo avviene quotidianamente e ci aiuta molto la struttura. Per un giovane confrontarsi in un contesto diverso come quello della prima squadra aiuta a crescere. Di Stefano, Dadone, Biancola, Longo, Graziano, Biondi si sono allenati con regolarità quest’anno con la prima squadra”.
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