Artefice di una miracolosa salvezza maturata nella stagione 2015-2016 tra mille difficoltà, mister Francesco Moriero ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di News Catania. L’allenatore pugliese, attualmente svincolato, ha toccato diversi temi, ricordando con piacere la breve parentesi alle falde dell’Etna.
Un giudizio generale sulla Serie C: la Juve Stabia arranca ma mantiene la vetta, mentre Trapani e Catania hanno accorciato le distanze. Ci dobbiamo aspettare qualche sorpresa?
“Le sorprese nel calcio non mancano mai. C’è da dire che per quello che ha fatto vedere la Juve Stabia merita il primo posto, poi è normale che il Trapani ed il Catania hanno riaperto parzialmente il campionato. Fisicamente e mentalmente sarà importante capire la reazione dei campani dopo la sconfitta del “Massimino”, in Lega Pro non c’è niente di scontato. Novellino trasmette calma all’ambiente e alla squadra evitando che si esalti più di tanto, sapendo che il Catania deve comunque affrontare una sfida importante a Reggio Calabria. Per la Reggina sarà l’ultima possibilità per agganciare i playoff, mentre il Catania con una vittoria può puntare davvero in alto”.
Lei ha disputato i playoff con la Sambenedettese: conta più la componente tecnica o mentale?
“Nella mia esperienza ho fatto due volte i playoff, di cui una volta vinti col Crotone contro il Benevento. Devi arrivare mentalmente forte e credere sempre nel tuo progetto e nelle tue forze. Oggi sono il format è un po’ diverso, vai ad affrontare squadre di altri gironi ma che comunque sono del tuo stesso livello come Triestina e Monza. Quindi, ripeto, conta tantissimo la componente mentale: c’è chi arriva ai playoff credendo di aver buttato via una stagione, mentre c’è chi ci arriva da quarto/quinto col sangue agli occhi e può essere la sorpresa dei playoff”.
Di Piazza-Marotta è la coppia d’attacco ideale per il credo tattico praticato da Novellino?
“Sì, in particolare Di Piazza è l’ideale per il gioco di Novellino. E’ stato un acquisto fondamentale, predilige molto gli spazi ed in contropiede ti fa male anche perchè collabora molto bene con Marotta. Curiale ha caratteristiche diverse, uomo d’area e forte fisicamente che tornerà utile più avanti”.
A Catania una salvezza al cardiopalma, maturata solo all’ultima giornata. Cosa le ha lasciato quell’esperienza?
“E’ stata un’ esperienza che ho vissuto con tutto me stesso, c’era molta negatività ed in tanti non credevano nella salvezza. Io ho lavorato soprattutto sulla testa dei giocatori, era un momento difficile sia mentale che fisico. Prima della partita decisiva con la Fidelis Andria, io dissi che nella mia vita calcistica avevo sempre visto i verdetti maturare sempre e solo all’ultimo minuto e mai prima. Centrammo la salvezza anche grazie al punto di Pagani, che in molti criticarono. Sono orgoglioso di essere stato a Catania e aver contribuito alla salvezza. Poi arrivò una nuova dirigenza, con Lo Monaco che oggi sta costruendo qualcosa di importante e duraturo”.
Oggi esiste un esterno di centrocampo che possa essere definito alla “Moriero”?
“Paragonare Moriero ai giocatori di oggi è complicato. Vent’anni fa c’era un altro tipo calcio, molto più tecnico e meno tattico a mio parere. Quando vedi gli esterni come El Shaarawy, Bernardeschi, Chiesa un pensierino lo fai, però io avevo caratteristiche diverse: ero abituato a fare tutta la fascia, l’ala tornante che faceva bandierina-bandierina, dovevi vincere i duelli personali contro gente come Maldini ed altri campioni. Nelle mie squadre io prediligo sempre le giocate individuali, quando hai giocatori che possono fare la differenza mi piace metterli a proprio agio”.
Attualmente è senza squadra: ci sono stati abboccamenti con alcune squadre di Serie C negli ultimi mesi?
” Sì, i colloqui ci sono stati, ma ho preferito star fermo. La Serie C è difficile, ho deciso di aspettare il progetto giusto e che mi faccia lavorare in modo tranquillo. Io ho sempre allenato in situazioni complicate, mettendoci sempre la faccia nella buona o nella cattiva sorte. Ci sono state possibilità di subentro con contratto fino a giugno, senza garantire però una continuità tecnica e questo non faceva per me. Ho fatto la gavetta, non voglio più sbagliare. Vorrei rientrare in un progetto che mi permetta di mettere in atto le mie idee, poi sono sempre i risultati che decidono tutto”.
Fonte foto: catania.gds.it


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