Escl. NewsCatania – Abodi: “Calciatori indagati ancora in campo? Servono delle prove, ma…”
Dopo alcuni tweet sulla questione Catania relativa ai fatti successi lo scorso campionato, il Presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, è intervenuto ai microfoni di newscatania.com per fare chiarezza sulle sue posizioni e su quelle della Lega. Queste la sua intervista integrale in esclusiva:
– Hanno fatto un po’ di rumore alcune frasi da lei twittate in merito alla situazione del Catania. Facciamo chiarezza. Lei non è a conoscenza del sistema e dei personaggi con il quale sono state (o presunte tali) comprate le partite del Catania e lo ha sottolineato nei suoi tweed più volte. Ma allora si può parlare di falla del sistema o addirittura del fatto che, se non fosse entrata nel merito la giustizia ordinaria, quella sportiva starebbe ancora dormendo?
“La giustizia sportiva non ha strumenti investigativi per capire cosa stiano facendo i tesserati piuttosto che i dirigenti. Non possono intercettare, non possono pedinare, non possono seguire le tracce dei movimenti di denaro. È quindi evidente che la giustizia sportiva si basa sulla capacità del sistema al suo interno di autodenunciarsi o di denunciare come ha fatto Simone Farina. Oppure aspettare e sperare che la magistratura per ragioni dirette o indirette venga a conoscenza dei fatti. Partirei da un altro presupposto, intanto dalla responsabilità del nostro sistema: io ricordo che il 25 di marzo il team della Lega, che ha fatto il giro di tutte le sedi, era a Catania a spiegare ai giocatori del Catania, prima squadra, settori giovanili e ai dirigenti i rischi derivanti da comportamenti illeciti, da scommesse illecite e da illeciti sportivi. Se uno guarda il calendario il 25 di marzo dov’era posizionato il Catania capisce che mentre noi spiegavamo e venivamo ringraziati dai dirigenti del Catania a partire dal direttore sportivo pubblicamente in conferenza stampa, tutto documentabile dai giornali, tendenzialmente capisce quanto il tradimento sia stato ulteriore senza possibilità di essere smentiti”.
– Lei è venuto a Catania anche in occasione di Catania-Trapani, una delle gare in oggetto. Riavvolgendo ad oggi il film qualche sospetto di partita manipolata poteva venire anche guardando determinate gare?
“Non lo so, io l’ho vista con un occhio abbastanza distratto perché ero più a parlare con la gente che avevo attorno, i tifosi, che a guardare la partita, con i ragazzini che mi si sono avvicinati, quindi ho vissuto quella sfida in modo sano. Non l’ho vissuta concentrato come fa un tifoso o gli addetti ai lavori”.
– Come può essere stato punito il Catania senza delle prove nette che accertassero che la partite fossero state vendute dai calciatori in campo?
“Io sono dell’idea che comunque chi è colpevole deve pagare. Il problema che hanno preso parte dei colpevoli e che manchi ancora una parte, ritengo che per quanto riguarda il sottoscritto non modifica il giudizio. Non credo che se non si prendono tutti nessuno e colpevole, o se sono tutti colpevoli nessuno lo è. Sono due filosofie sbagliate. Capisco la posizione dei tifosi del Catania che è anche la mia, ovvero che con uno spirito diverso non sarò soddisfatto e tranquillo finche non uscirà fuori tutta la verità. Il fatto che ne sia uscita una parte è un pezzo di strada che è stato fatto. Non è che mi debba preoccupare che sia stata fatta solo una metà, mi preoccupo che venga fatta anche l’altra metà, sono cose diverse. Ci sono tanti tifosi del Catania che si sono dispiaciuti per quello che è successo ed in alcuni casi si sono indignati per quel che è successo per amore nei confronti della maglia. Però si sono anche resi conto di ciò che è stato commesso e del danno che ha provocato alla tifoseria, alla città e comunque al sistema. Poi che ci siano altri responsabili è ovvio, che non sono i club ma che sono principalmente i tesserati, anzi esclusivamente i tesserati perché stando a quello che è stato ammesso fino ad ora è una questione che si è risolta con i calciatori che si sono venduti la partita rischiando di far retrocedere la propria squadra perché lottavano tutte o quasi per la salvezza”.
– Com’è possibile che tramite le intercettazioni vengano individuati, sebbene codificati, dei personaggi nelle telefonate e poi questi soggetti continuano a calcare i campi italiani?
“Perché ci vogliono delle prove. Se uno dice il treno 24 però non vince, perché è quello che ho contestato e qualcuno ha male interpretato. Io voglio sapere come i tifosi del Catania di sapere chi sono quelli che hanno comprato, no? Mi aspetto che non ci sia omertà da quelli che hanno comprato, che in un sussulto di dignità facciano i nomi di quelli che hanno venduto, dipende da loro. È questo che chiedo”.
– Quando parla di omertà parla di Pulvirenti?
“A quelli che hanno comprato. Io non so se Pulvirenti sia venuto a diretto contatto con chi ha venduto. Però ci sono quelli che hanno lavorato con lui e per lui, avevano i rapporti con gli altri tesserati. Mi aspetto che in un sussulto di dignità questi signori facciano i nomi e portino anche qualche prova. Vi dico di più, credo, ma non ho elementi diretti perché c’è la riservatezza delle indagini che sta facendo la procura di Catania, credo che siano indagini che riguardano gli apparati elettronici, quindi le celle per verificare le telefonate in quei giorni tra i soggetti. Anche per verificare se c’è una tracciabilità dei soldi e quindi non è che le indagini stiano ferme. Sono indagini complesse, io ringrazio intanto la procura di Catania che ha fatto emergere una parte del problema. Auguro un buon lavoro, ringrazio per quello che stanno facendo e spero che prima possibile che presto possa emergere anche l’altra parte del problema”.
– Il fatto che ancora manca una parte che potrebbe essere molto consistente di questo puzzle, e potrebbe scoperchiare il Vaso di Pandora, vi preoccupa?
“Penso che il modo per andare incontro a questi problemi sia sempre la trasparenza, se c’è da fare pulizia la si deve fare. Saranno 5, 10, 15 calciatori su 100? Che paghino, che vengano estromessi dal calcio. Avrei voluto pene più severe per quelli che sono già stati condannati, che per quanto mi riguarda chi tradisce la fiducia dei tifosi, del sistema e di tutti dev’essere messo in condizioni di non nuocere ulteriormente. Quello che è stato male interpretato è che la mia asprezza, la mia durezza nei confronti di chi ha venduto e anche di chi ha comprato, anche se non conosciamo i nomi, fosse quasi un accanimento nei confronti del Catania come maglia, come storia, come città e come tifoseria. Io penso che i primi traditi e truffati siano proprio i tifosi e la città. Quindi il mio era un appello, e lo è ancora, alla dignità del calcio e chiunque di qualunque maglia, purtroppo è successo al Catania ma per me la maglie son tutte uguali, chi sbaglia deve pagare. Il mio problema è costruire un modello credibile. Mi auguro che al di la dei sentimenti di una parte della tifoseria del Catania, la gente ha capito e ha apprezzato la differenza abissale che c’è tra quello che fa Lega per contrastare questi fenomeni e i fenomeni stessi. Quando qualcuno interpreta queste situazioni in modo aggressivo nei miei confronti o è gente che ha la stessa sottocultura chi ha comprato le partite, o non ne avverte la gravità, o è gente alla quale non sono riuscito a spiegare esattamente la nostra posizione, che non è di disprezzo del Catania, ma di rispetto del calcio e l’ho detto a tutti. La cosa che più mi dispiace è che i primi danneggiati siano stati i tifosi e la città”.
foto: lapresse
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