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Escl. NewsCatania – Corvino (Presidente Casertana): “A Catania consapevoli delle nostre difficoltà, ma per vincere…”

Escl. NewsCatania – Corvino (Presidente Casertana): “A Catania consapevoli delle nostre difficoltà, ma per vincere…”
Ha parlato ai microfoni dei newscatania.com il presidente della Casertana Pasquale Corvino. Questo il suo punto della situazione in vista di Catania dopo i fatti successi la scorsa settimana. Queste le parole del presidente del club campano in esclusiva per i nostri microfoni:
Ciò che è scaturir dall’ultimo match contro il Cosenza ha lasciato stupiti tanti, soprattutto in casa Catania prossimo avversario della Casertana. Possiamo fare un po’ il punto della situazione? 
“Noi abbiamo cominciato il campionato con l’obiettivo salvezza. Poi ci siamo trovati alla fine del girone d’andata con una squadra ai vertici del campionato e visto che le nostre concorrenti si rinforzavano abbiamo deciso di cambiare gli obiettivi e di rinforzarci anche noi per fare in modo di potere noi competere per un posto al vertice. Adesso ci sono state delle difficoltà, tra l’inserimento dei nuovi, i tanti infortuni (infatti a Catania giocheremo con 6 infortunati e 2 squalificati), qualche decisione arbitrale a noi sfavorevole ci ha fatto sprecare tutto quello che di buono era stato fatto fino ad allora”.
È una cosa che può avere un impatto mentale sulla prossima partita da parte della sua squadra?
“Io ho parlato con i ragazzi e, sebbene siano consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando, siamo tranquilli. Qualcuno può perdere la testa davanti a determinate cose e si comporta in un certo modo, ma insomma questo non preclude nulla sulla squadra. Noi andiamo a Catania consapevoli del momento in cui viviamo cercando di fare una buona partita contro una grande squadra come il Catania. Quella etnea è una grande città e una grande piazza, noi siamo molto più piccoli rispetto a loro e dobbiamo fare la nostra partita per vincere”.
Di certo poca serenità anche dopo alcune notizie legate alla presenza-assenza, dimissioni o meno poi rettificate dalla società di Romaniello. Che aria respira la sua squadra in questo momento?

“Ho parlato con i giocatori e con l’allenatore in settimana. Dobbiamo stare tranquilli, in fin dei conti siamo lì, non siamo lontani, e dobbiamo cercare di giocarcela fino alla fine. Romaniello è un allenatore giovane che noi abbiamo lanciato al quale abbiamo chiesto la salvezza. È uno dei meno colpevoli della situazione che stiamo vivendo”.

Andando al campo, da gennaio comunque vivete un momento di flessione. Dovuto forse al ritmo straordinario tenuto nel girone d’andata?
“Noi siamo una squadra giovane. È il terzo anno che facciamo la Lega Pro e veniamo da 21 anni di Serie D. Cerchiamo di affermarci in una categoria nuova e abbiamo bisogno di tempo per affermarci. Abbiamo bisogno di tempo per maturare sotto tutti gli aspetti, societari, caratteriali e specialmente di mentalità. Forse siamo andati un po’ di fretta nel credere di essere arrivati a questo tipo di situazione. Non ci siamo, dobbiamo lottare fino alla fine, ben consapevoli che gli errori che sono stati fatti sono stati fatti da tutti, non solo da qualche giocatore o da Romaniello. I calciatori devono stare tranquilli e cercare di dare il massimo perché è un momento particolare e dobbiamo avere la forza di uscirne”.
Anche il Catania da gennaio ha quasi esattamente il vostro stesso andamento. Che gara si aspetta?
“I 7 punti nostri e gli 8 punti del Catania da gennaio sono dovuti a situazioni completamente diverse. Noi combattiamo per avere un ruolo di vertice e un po’ di situazioni sfavorevoli ci hanno portato ad avere questo calo. A Catania la mancanza di obiettivi, di pensare di non poter ovviare al -10 per rientrare nel discorso promozione ha creato un blocco mentale nei giocatori che non potendo combattere per i vertici si sono un poco assestati. Questo non mette in discussione la potenzialità del Catania, perché nel momento in cui si sveglia può vincere dovunque, non ha problemi di questo genere”.
Si aspettava il Catania in questa posizione di classifica?
“Il Catania ha una bella squadra. Giocare nel Catania significa già in partenza avere una mentalità vincente. La penalizzazione ha creato un problema all’interno dei giocatori. La mentalità del Catania è particolare per la sua storia e tradizione. Non credo che abbia problemi sotto quest’aspetto. Spero che si riprenda e cominci a vincere, anche se non da sabato. Questo per loro è un anno di assestamento ma l’anno prossimo sarà la squadra da battere”.
Si aspetta lo stesso Catania del girone d’andata?
“Il Catania che abbiamo affrontato noi l’abbiamo battuto in casa perché stavamo al top della nostra condizione e non avevamo niente da perdere. Il Catania, che giocava per i play-off, l’ha giocata con più tensione. Abbiamo vinto ma ciò non toglie che ho notato che sia una grande squadra che non può essere mese ani discussione, ne’ come società, ne’ come tifosi ne’ come esperienza ne’ come storia. Sapranno uscirsene da questa situazione”.
L’ultima volta che la Casertana venne al Massimino fu nella stagione 96’-97’. Sarà motivo d’orgoglio tornare per voi sabato?
“Per noi l’orgoglio intanto è essere tornati in Lega Pro ed aver combattuto per i primi posti ormai da 3 anni, dopo 21 anni di Serie D. Per noi è motivo di soddisfazione perché siamo una piccola realtà e stiamo cercando di costruire poco per volta un percorso. È normale che andiamo a giocare con grandi realtà come Foggia, Lecce e Catania che hanno delle grandi storie. Il fatto di confrontarci con grandi realtà quale il Catania per noi è una grande soddisfazione arrivati a questo punto, ma siamo consapevoli che dobbiamo crescere ancora con squadre che hanno una storia, una cultura e una mentalità che rispetto a noi dobbiamo ancora acquistare”.
Chiosiamo il discorso. Nonostante le difficoltà, Casertana concentrata su Catania.
“La Casertana è assolutamente concentrata sulla partita. Siamo stati anche sfortunati in questo periodo. Ci manca un giocatore importante a centrocampo come Capodaglio, è una squadra che gioca senza regista ma che nonostante tutto ha cercato di vincere la partita, però il calcio è anche questo. A volte capitano dei momenti un po’ particolari. Se hai una mentalità vincente, hai la forza di poterli superare, se non ce l’hai vuol dire che devi lavorare ancora all’interno di un gruppo di giocatori e c’è bisogno di tempo. Noi combatteremo fino alla fine per portare sempre più in alto il nome della nostra città e per affermarci all’interno di questo campionato e della Lega Pro”.

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