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Escl. NewsCatania – Fabrizio Ferrigno racconta i retroscena della scorsa stagione

Escl. NewsCatania – Fabrizio Ferrigno racconta i retroscena della scorsa stagione

Ai microfoni di newscatania.com è intervenuto l’ex dirigente del Calcio Catania Fabrizio Ferrigno. Una lunga intervista realizzata per raccontare i retroscena e i dettagli della passata stagione. Queste le sue parole

Il cammino –“Siamo partiti forte, abbattendo la penalizzazione in 3 giornate, ma poi dopo qualche mese non siamo riusciti a tenere lo stesso ritmo. L’avevamo messo in conto perchè avevamo preso molti calciatori che non avevano fatto il ritiro o che lo avevano fatto con altre squadre. Però il lavoro fatto da Pancaro con lo staff era logicamente diverso. Noi è come se avessimo raccolto un po’ di pezzi, in pochi giorni, per fare una squadra ma in condizioni fisiche differenti l’uno dall’altro. Abbiamo deciso, con unità di intenti, di partire alla grande e metterci in carreggiata da subito. Siamo partiti con dei carichi più leggeri perchè non sapevamo realmente che lavoro avessero fatto individualmente ben 15 giocatori della nuova rosa, la situazione non era così semplice come poteva trasparire. Sapevamo che portandoci alla lunga la penalizzazione, sarebbe stata dura salvarsi come abbiamo fatto noi, ovvero senza i playout. Sicuramente portandosi dietro punti di penalizzazione si prospettavano gli spareggi. Invece debellando subito il -10 ce la siamo giocata alla lunga, ma sono cose che paghi giustamente durante l’anno. A gennaio non si è potuto fare un mercato diverso per delle vicende accadute in quel periodo alla proprietà. Giocatori che non volevano venire a Catania perchè c’erano tantissimi problemi. Meno male che abbiamo preso subito Di Cecco, ma noi dovevamo prendere altri tre profili di questo tipo. Poi sono saltati per le vicissitudini societarie che non ci hanno permesso di velocizzare gli acquisti“.

Salvezza nell’ultima giornata – “Sapevamo che si lottava contro il tempo da un lato per gli stipendi e per mettere tutto in regola. Si lottava anche contro tutto il sistema perchè c’erano problemi sotto tutti i punti di vista. Sapevamo pregi e difetti della squadra e sapevamo che con il lavoro e la competenza ne saremmo venuti fuori. Non so se vi ricordate, penso di si, l’ultima mia conferenza stampa dopo l’Akragas. Io dissi che ci saremmo salvati, anche nell’ultima giornata all’ultimo secondo, contro tutto e tutti. Poi ci siamo salvati veramente così, quando il Monopoli ha preso la traversa a Matera nell’ultimo minuto di partita. Quando io arrivai a Catania, sin dal primo giorno la proprietà ci chiese una salvezza sul campo e sotto il profilo conti. Direi che ci siamo riusciti, anche se all’ultima giornata“.

Giocatori – “Qualcuno che è stato al di sotto delle aspettative? C’è stato, senza dubbio. Calil ha fatto un grande girone d’andata straordinario, ma non ha avuto lo stesso rendimento nel girone di ritorno, lo sappiamo. Se avesse avuto lo stesso passo, sarebbe stato il capocannoniere insieme a Iemmello, invece non è stato così ed è naturale che questo qualche grattacapo lo ha creato. Plasmati, Castiglia, Parisi hanno avuto infortuni che li hanno tenuti lontani dai campi a lungo. Giocatori che per noi erano molto ma molto importanti. Pessina? Ha avuto un ottimo approccio, poi il gioco si è fatto duro e avevamo bisogno di giocatori un po’ più pronti. Vi racconto un aneddoto. Contro il Messina, quando vincemmo 2-1 c’erano dei giocatori dall’altro lato che conoscevo, perchè sono stato tre anni lì. Prima della partita mi chiesero come mai il Catania si trovasse in questa situazione. A fine partita mi dissero che avevano da soli capito il perchè“.

Ambiente – “Purtroppo molti tifosi si sono allontanati dalla squadra, per altre vicende che non riguardavano prettamente il campo. Con i tifosi al nostro fianco durante tutta la stagione ci saremmo salvati anche prima. Purtroppo loro hanno fatto altre scelte. Ne abbiamo preso atto, ma sapevamo bene che l’unica vera grande forza del Catania sono i tifosi con il loro calore che invece ci ha letteralmente trascinato nelle prime gare. È stata una cosa meravigliosa, che purtroppo non è durata, anche per demerito nostro. Se avessimo continuato a fare risultati forse avrebbero lottato insieme a noi fino alla fine”.

Pancaro e Moriero – “Quando la società esonera un allenatore significa che a monte c’è stato uno sbaglio. Arrivi ad un punto che si deve cambiare passo e dare qualche stimolo ai calciatori, ritrovare un po’ la squadra e ritrovare un filo che si era perso secondo noi. Dovevi fare una scelta non semplice. Non c’era un giro così vasto di allenatori da poter scegliere, il migliore in circolazione era Moriero. Ha raggiunto il suo obiettivo. Gli avevamo chiesto una salvezza senza playout e così è stato. Ci sono situazioni che vivi settimanalmente. Quando decidi di cambiare non è sulla base di una sola partita. Pancaro ha fatto un buon lavoro, ma volevamo dare una svolta ed uscire da quella situazione quanto prima”.

Salvezza economica – “È stata un’annata molto ma molto difficile. All’inizio siamo arrivati lì con molti calciatori che non volevano andare via e che non avevano capito la situazione. Nel contempo dovevamo parlare con i procuratori, convincerli perchè dovevamo fare la squadra e in più non sapevamo con certezza la categoria che dovevamo fare. Meno male che con le nostre conoscenze ed amicizie, con i tanti discorsi e tante nottate in bianco a parlare con i singoli calciatori e procuratori, siamo riusciti a fare la squadra. Non dimentichiamo che se Francesco Lodi l’ultimo giorno non avesse fatto la risoluzione il Catania non so se sarebbe rimasto in vita. Bastava l’ingaggio di un calciatore di quello spessore e saltavamo economicamente per aria. I vari Rosina, Calaiò, Sciaudone ecc. sono state operazioni per ritrovare equilibrio economico. Qui c’erano ingaggi veramente da Serie A, ereditati dalla precedente gestione. Non è stato semplice, perchè dovevamo trovare le società che gli garantivano lo stesso ingaggio, o che gli allungavano i contratti. Non è stato semplice affatto. Sapevano che se non avessimo tolto tutti questi ingaggi, fino all’ultimo, e ne bastava davvero uno solo, saremmo probabilmente falliti. Noi siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto perchè abbiamo salvato la matricola. Non abbiamo fatto notare tutto questo all’esterno. Dopo aver salvato il Calcio Catania dal fallimento, lo abbiamo salvato anche sul campo che è una cosa secondaria rispetto al fattore economico”.

Una base per il futuro – “Oggi il Catania ha una base. Con i vari Calil, Russotto, Bergamelli, Bastrini, Di Cecco. C’è una base solida da cui il Catania può ripartire con dei giocatori che se venissero messi sul mercato troverebbero squadra subito. Questi sono giocatori importantissimi per la Lega Pro con contratti “normali” per la categoria. Non sono ai livelli di Foggia, Matera, Lecce, Juve Stabia. Sono ingaggi che noi abbiamo fatto al di sotto delle aspettative dei calciatori, perchè giocammo forti del fatto che avevamo il Calcio Catania alle spalle. Il Catania è una realtà completamente diversa dalle altre”.

Futuro? – “Purtroppo con molto rammarico in questi ultimi giorni sono saltati alcuni accordi con una società di Serie B. Mi hanno cercato altre realtà della stessa categoria, e una di alta Lega Pro. Vedremo, ma è questione di tempo. Io voglio una società seria dove mi lascino lavorare con serenità e tranquillità. L’obiettivo può essere anche la salvezza, basta che possa lavorare bene, con la mia testa. Con un’organizzazione anche minima. Io a Messina in 3 anni ho vinto 2 campionati. Molti calciatori che ho avuto io in quel periodo, presi con pochi soldi, hanno avuto carriere importanti. Bisogna avere conoscenza delle categorie, a partire dall’Eccellenza e dall’Interregionale e fare delle scommesse. Ad esempio ho avuto Costa Ferreira a Messina, Terracciano a Milazzo. Qualche anno fa fui vicino a prendere Lapadula e Iemmello a Messina, però poi a volte economicamente non li potevi accontentare e mi sono saltate queste operazioni, mentre oggi sono tutti grandi calciatori. Non ho grosse pretese di budget per il futuro, ma quello che cerco è un progetto pluriennale per prendere dei giovani e fare plusvalenze. Anche questo è il mio obiettivo, non sempre le ambizioni sono di vincere i campionati”.

fonte foto: www.messinasportiva.it

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