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Escl. NewsCatania – Pellegrino: “Il ricordo del mio Catania ai playoff è una pagina indimenticabile…”

Escl. NewsCatania – Pellegrino: “Il ricordo del mio Catania ai playoff è una pagina indimenticabile…”

Maurizio Pellegrino, ex dirigente ed allenatore del Catania (specialmente di quel Catania che vinse i playoff a fianco di Graziani nel 2002) è intervenuto in esclusiva ai microfono di NewsCatania per commentare il momento dei rossazzurri ed il prossimo impegno ai playoff. Queste le sue parole:

L’ultimo allenatore a guidare un Catania ai playoff è stato lei con Ciccio Graziani. Un ricordo di quei momenti?
“Quel ricordo lì è ancora vivo perché è storia. La finale di Taranto fa veramente parte della storia del Calcio Catania ed è giusto che sia così. Una giornata indimenticabile. Ci arrivammo nella miglior condizione mentale, fisica e tattica possibile. Eravamo completi. C’era tanta consapevolezza, c’era voglia, fame, cattiveria. Eravamo pronti a tutto ed eravamo fiduciosi. Infatti poi è finita con i ragazzi che fecero prestazioni straordinarie e di fatti arrivammo in Serie B”.

Questa consapevolezza oggi manca al Catania?
“Se andiamo a vedere la stagione del Catania, questa è stata ovviamente al di sotto delle aspettative e delle potenzialità della squadra. Una squadra discontinua, che non ha mai mostrato superiorità per lunghi tratti del campionato e questo poi la paghi. I problemi del Catania sono stati proprio questi. La non identità tattica e la non continuità da un punto di vista di prestazioni che poi ha penalizzato questa squadra. Su questo il Catania poteva fare molto di più”.

La prima gara affrontata in quei playoff fu contro il Pescara che era più in forma anche del Taranto stesso. Se il Catania domenica dovesse avere la meglio sulla Juve Stabia si potrebbe veramente candidare alla vittoria?
“È giusto pensarla così. Quando affrontammo noi i playoff le squadre erano molto in gamba. Il Pescara era fortissimo, così come Taranto e Lanciano. Noi siamo arrivati come sfavoriti mentre i favoriti erano Pescara e Taranto. Ma i playoff sono veramente partite a parte. Ci sono condizioni ambientali e mentali diversi, io dunque dico che il Catania deve avere la forza di mettere da parte tutto quello che c’è stato perché porterebbe ad affrontare il tutto in modo negativo. Deve dunque affrontare la partita come una gara da vincere assolutamente. Bisogna essere offensivi e cercare di tramare azioni offensive. Credo che questa sia l’unica strada. Se non prepari una partita in funzione della convinzione di doverla vincere si fa fatica.

Il fattore Massimino per quei playoff fu fondamentale. Qualora non dovessero esserci i tifosi a Castellammare e qualora la spaccatura che si è creata quest’anno tra la tifoseria e la società dovesse persistere se il Catania dovesse passare il turno, può essere un fattore questo silenzio sulle curve?
“Io conosco bene i tifosi del Catania perché con i rossazzurri ho fatto tutte le categorie e ho vissuto tutte le generazioni. Sono convinto che se il Catania dovesse battere la Juve Stabia al Massimimino ci sarà tanto entusiasmo. Se ci sono meno di 10000 persone allo stadio vuol dire che non ci ho capito nulla sul Catania. Se ci sono risposte dai giocatori i tifosi sono sempre pronti a sostenere. I tifosi non tradiscono le risposte di una squadra”.

C’è qualcosa del Catania di oggi che rivedi in quel Catania del 2002?
“No. Assolutamente nulla. Solo la maglia rossazzurra. È anche un campionato che è cambiato profondamente. Lì passavano solamente sei squadre, oggi il Catania si ritrova undicesima e gioca comunque i playoff. Ma anche per come si esprimeva quella squadra da un punto di vista tecnico-tattico è completamente diversa da questa”.

In trasferta a parte due volte non ha mai vinto. Come deve svoltare?
“Non bisogna guardare indietro. Bisogna solo pensare a preparare la partita ed avere in mente un solo risultato. Devi cercare di raggiungerlo partendo già dai primi minuti della partita. Se pensi a razionalizzare tutto quello che si fa in campo sono convinto che il Catania avrà tanta difficoltà. Se invece si entra con la convinzione giusta e si fa sin da subito capire all’avversario le proprie intenzioni allora ci sono buone possibilità”.

Quanto peseranno le assenze di senatori come Biagianti, Bergamelli e Di Cecco in gare come queste?
“Credo che le assenze di Bergamelli e Di Cecco sono veramente importanti in gare come queste. Ma quella di Biagianti è penalizzante per il Catania, perché lui è determinante in queste partite. Ma si spera sempre che tutti possano dare di più in quanto si tratta di partite particolari”.

Foto: rai.it

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