Ai microfoni di newscatania.com è intervenuto il centrocampista Marco Bortoli, ex Milan e Messina. Il calciatore (under 21) è stato al cospetto di Lo Monaco ai tempi del Messina, nella stagione 2014/15. Queste le sue parole sulla sua esperienza e sul mercato:
Raccontaci un po’ di te…
“Sono un centrocampista più offensivo che difensivo. Mezzala prevalentemente ma faccio anche il mediano all’occorrenza, anche se principalmente mi piace inserirmi per esaltare le mie qualità. Tuttavia riesco a giocare anche in più ruoli, in carriera all’occorrenza ho giocato anche come difensore centrale, non ho problemi ad ambientarmi”.
L’esperienza nel settore giovanile del Milan in cosa ti ha fatto crescere?
“Per strutture e per allenatori, è uno dei migliori settori giovanili in Italia. Nei due anni di Primavera che ho fatto io, potermi allenare con Thiago Silva, Pato, Robinho, Ambrosini, Pirlo fa crescere. Era comunque sempre difficile. Allenarti con gente così significa dover dare quattro volte tanto di quello che daresti normalmente, però fa crescere. Vedendo loro capisci che arrivi a quei livelli solo se lavori tantissimo, il talento soltanto non basta”.
Poi il Messina di Lo Monaco, oggi a Catania, dove hai anche giocato soprattutto nella seconda parte di stagione.
“Sono arrivato a Messina tramite Lo Monaco e Ferrigno. Sono stato bene, la città e i tifosi: esperienza positiva anche se dispiace com’è andata la stagione, culminata poi con la retrocessione sul campo. Mi è dispiaciuto molto per com’è andata a finire quella stagione. Lo Monaco e Ferrigno, sono estremamente competenti, per la Lega Pro sono sprecati. Lo Monaco conosce bene i calciatori e le circostante e questo è importante perchè in queste categorie non ci si può trovare impreparati mai. È un personaggio che vuole vincere, che ha fame e questo in una piazza del sud come Catania non può mancare. Vedere tutta quella gente ad inizio anno a Catania, poi io ho giocato insieme a Pelagatti a Bassano, mi diceva che è una piazza da Serie A. Ai tempi di Messina, Lo Monaco, era una presenza costante, gli piaceva vivere lo spogliatoio e venire a parlare con il gruppo. Ci raccontava degli aneddoti passati con giocatori di altro livello. Sapevi che quando lui era in campo e voleva parlare, ti dava sempre qualcosa in più, ti caricava”.
Tu sei svincolato, se il Catania dovesse chiamare?
“È chiaro che essendo svincolato mi guardo attorno per cercare di capire la soluzione migliore. Tuttavia se ci fosse la possibilità di andare a Catania, non ci penserei due volte. Io per come vivo il calcio, ho bisogno di stimoli, di pressioni e di piazze importanti. Il mio desiderio sarebbe assolutamente quello di venire a Catania”.
Hai conosciuto anche Giorgio Corona, ex rossazzurro…
“Se penso a Corona penso alla voglia e la fame che ci metteva nonostante non avesse più nulla di più da chiedere al calcio, perchè ha fatto una carriera straordinaria. Era uno dei più propositivi, caricava i più giovani. Aveva tanta voglia di dimostrare a tutti che ci poteva starci ancora in quel calcio. Se lo vedrei in qualche ruolo fuori dal campo? Assolutamente si. Al giorno d’oggi c’è bisogno di gente che conosca il campo. Ci sono molte persone nel mondo del calcio che hanno meno esperienze e meno vissuto di Corona, quindi sì, non so se da dirigente o da allenatore, ma lo vedrei bene un domani in altri ruoli che non siano quelli del giocatore”.
foto: strettoweb.com


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