Il passo da un Olimpiade alla Lega Pro si fa più semplice, se a compierlo è un campione dello sport come Paolo Pizzo. L’eroe catanese dei Giochi di Rio 2016, medaglia d’argento nella spada a squadra maschile, è stato oggi ospite di newscatania.com rivelando le proprie sensazioni da tifoso per la nuova stagione del Catania.
– Catania rivoluzionato dopo il ritorno di Lo Monaco, artefice degli anni d’oro in A. Quanto può essere l’amministratore delegato rossazzurro un valore aggiunto in Lega Pro?
“Il grande calcio si fa con i grandi nomi non solo in campo, ma anche nello staff. Cominciare a riorganizzare la dirigenza con il ritorno di Lo Monaco è un ottimo inizio, anche perché con lui sono arrivati grandi nomi. Adesso si può tornare a pensare in grande, con obiettivi chiari e un programma definito. La direzione sembra quella giusta, chiunque in questa squadra non può che essere contento del ritorno di Lo Monaco”.
– Hai parlato di grandi nomi: quali, secondo te, sono di categoria superiore nella rosa del Catania?
“Da buon over 30, vi dico Biagianti, Paolucci e Calil. Sono nomi di assoluta sicurezza per la Lega Pro. E’ chiaro che poi in un atleta la differenza la fanno le motivazioni: ma se sono a Catania adesso significa che non gli manca la voglia di vincere. Sono in grado, con i loro colpi, di cambiare la partita in qualsiasi momento”.
– A Rio, per vincere, hai dimostrato grandi valori. Quali serviranno al Catania per disputare un campionato da vertice nonostante la pesante penalizzazione?
“Le mie vittorie sono maturate dopo tante sconfitte: imparare dagli errori è fondamentale, ed è questo che auguro al Catania. Bisogna riguardare la scorsa stagione, troppe parole spese per una squadra che si è sciolta troppo presto, trasformando l’esaltazione in grande paura. Non bisogna fare proclami, quest’anno, ma pensare partita per partita. La penalizzazione è un grosso peso, ma secondo me influirà meno rispetto all’anno scorso. Bisogna lavorare con costanza, magari a gennaio migliorare ancor di più la rosa con innesti di qualità. Per il resto lavorare tutto l’anno, senza esaltarsi per eventuali filotti di vittorie, ma pensare partita per partita, mantenendo profilo basso dentro e fuori dal campo”.
Foto: svsport.it


Facebook
Twitter
Instagram
RSS