Contattato in esclusiva dalla redazione di NewsCatania, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha fatto una lunga disamina sulla situazione in atto nella terza serie, spaziando tra argomenti extra-campo ad alcuni più calcistici:
I casi Matera, Cuneo, Lucchese e la preoccupazione per il cambio di proprietà in casa Trapani. Che idea si è fatto?
“Per quanto riguarda le prime tre questioni elencate, inerenti club con fideiussioni non valide, c’è da dire che la nostra governance ha trovato una situazione già in atto. Parliamo di un caos che si è generato già in estate. Per evitarlo non servivano riforme, bastava applicare le regole, usare il buonsenso e non arrivare a questi disastri. Il Trapani? Attendiamo i documenti che confermino l’onorabilità della nuova proprietà. Vorrei che si facessero tutte le verifiche del caso, in modo da avere qualche certezza in più“.
Come cambierà la prossima serie C dal punto di vista del format?
“Al momento attuale le squadre rimarranno 60, divise in tre gironi. Spero, però, che si possa riformare il campionato. Noi siamo pronti a discutere di numeri, non si tratta di un argomento tabù. Quattro stagioni fa siamo passati da 90 a 60 club e non abbiamo risolto nulla. Ma non è la serie C a dover cambiare, è il calcio italiano. Nel nostro paese c’è la brutta abitudine di porre l’accento su problemi marginali, piuttosto che su situazione che riguardano la serie B o la A. Il semi-professionismo? Potrebbe essere una soluzione, ma prima di tutto dobbiamo partire dal presupposto che la Lega Pro ha una funzione che non si limita al calcio. Noi formiamo giovani calciatori, dirigenti, allenatori ed arbitri. Mi piace definirci come la “lega dei pulmini” perché ci impegniamo a prendere i ragazzi, toglierli dalle strade e dagli una chance dal punto di vista sportivo. Ci deve essere riconosciuta questa funzione sociale. Come? Con risorse e strumenti. Quindi o si passa al semi-professionismo o si applica un processo di de-fiscalizzazione. Quando, però, trattiamo questo tema, viene tirata fuori la serie A. Ma nel nostro compito di formare ragazzi giovani e farlo anche dal punto vista sociale, la A cosa c’entra? Faccio un esempio: da oggi gli arbitri ed assistenti della serie C saranno dotati di auricolari, è un cambiamento importante, fatto per fornire alle categorie superiori professionisti maggiormente preparati. E’ un servizio che offriamo a tutto il calcio, ci deve essere riconosciuto.
Che ne pensa della situazione delle seconde squadre e che futuro ha questo progetto?
“Sono dell’opinione che bisognasse ragionare di più e creare un progetto più aderente con la realtà. Giorno 14 ci incontreremo con i presidenti dei club e con quello Federale e ne discuteremo. E’ un qualcosa che ha senso continuare a fare solo se serve per la Nazionale italiana. Se deve rimanere quello che è allo stato attuale allora è meglio evitare“.
Passiamo al calcio giocato. Che ne pensa della situazione nel girone C?
“La Juve Stabia ha un vantaggio notevole. Credo, però, che il campionato non sia ancora chiuso. Ci sono tanti scontri diretti, tra cui Catania-Juve Stabia della settimana prossima. Possono esserci delle sorprese e gli etnei, a mio avviso, non sono ancora tagliati fuori. C’è da dire, però, che i playoff quest’anno offrono due promozioni in più ed è un dettaglio che li rende un vero e proprio nuovo campionato“.
Per chiudere, qual è la C che sogna il presidente Ghirelli?
“Vorrei che si uscisse dai tribunali e non ci si torni mai più. Bisogna portare al termine questo campionato di “forche caudine”. Spero che con i playoff si torni a parlare solo ed esclusivamente di calcio giocato. Lavoro per fare in modo che il prossimo campionato ci dia identità, sostenibilità economica e regole serie“.
Foto: legapro.it


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