Snodo cruciale per il Catania domenica pomeriggio: alle 14.30, in un “Massimino” che si preannuncia vestito a festa (la vendita dei tagliandi prosegue a gonfie vele), arriverà la capolista Juve Stabia, in quella che si prospetta essere una vera e propria prova di maturità dopo la convincente vittoria esterna di Catanzaro. Ai microfoni di News Catania è intervenuto Christian Terlizzi, difensore mancino transitato in rossazzurro tra il 2007 ed il 2011 che, oltre a raccontarsi, ha espresso il suo parere sulla sfida contro i campani. Ecco le sue parole:
Nella stagione 2006/2007 hai avuto Novellino come allenatore alla Sampdoria: quali sono i suoi punti di forza?
“Per il mister Novellino penso parli la carriera di grande livello che ha vissuto tra calciatore e allenatore. Il suo punto di forza è sempre stato la cura dei dettagli, che alla fine dei giochi fanno la differenza specie quando lotti per qualcosa di importante. Il suo modulo preferito è il 4-4-2, ma in generale è solito provare e riprovare i movimenti della linea difensiva quasi in maniera maniacale. Magari non esprime un gran calcio a livello di palleggio, però è molto concreto e bravo soprattutto sulle seconde palle. Ai giocatori chiede per prima cosa generosità e massimo impegno”.
Domenica big match tra Catania e Juve Stabia: una vittoria convincente può ancora riaprire i giochi per il primo posto?
“Io credo che la Juve Stabia, dopo aver tenuto botta per tanto tempo da prima della classe, stia attraversando un periodo di poca brillantezza. La difesa gialloblù sta accusando una lieve flessione anche in concomitanza delle numerose assenze, ed i due gol subiti contro la Cavese lo dimostrano. Il Catania può vincere, ma del risultato di questa partita potrebbe beneficiare il Trapani, che a mio avviso è la vera candidata numero uno a vincere il campionato adesso”.
Nel corso della tua carriera sono da annoverare le esperienze di Trapani, Palermo, Catania. Cosa ti ha fatto innamorare di questa terra?
“Della Sicilia mi ha conquistato il semplice fatto che è una terra fantastica, dove si trovano posti davvero incantevoli e sono rimasto molto colpito del senso di appartenenza che il siciliano ha per la propria terra”.
Un aneddoto particolare che ti lega a Catania?
“A Catania mi legano tanti ricordi piacevoli: ancora oggi mi capita di venirci spesso per via delle amicizie coltivate in questi anni. Credo che uno dei ricordi più belli, però, sia il festeggiamento con i compagni in aereo al ritorno da Brescia (stagione 2010/2011), dopo aver appreso della sconfitta della Sampdoria tramite il pilota dell’aereo che sanciva, di fatto, la nostra salvezza matematica”.
Di cosa ti occupi oggi e quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Oggi mi dedico alle attività che ho in Sicilia, ed in particolare alla scuola calcio che gestisco a Bagheria. Futuro in panchina? Non nascondo che mi piacerebbe fare qualcosa di più importante nel calcio professionistico, come per l’appunto allenare una squadra, ma purtroppo attualmente mancano le realtà per farlo seriamente e non voglio commettere alcuni errori già fatti in passato”.
Fonte foto: Federico De Luca.


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