Dopo la sofferta vittoria in zona “Cesarini” contro il Bisceglie, il Catania di mister Novellino si prepara all’insidiosa trasferta di Brindisi (campo neutro) contro la Virtus Francavilla. A parlare dei prossimi avversari dei rossazzurri è intervenuto ai microfoni di News Catania il giornalista Giuseppe Andriani, che ha fatto il punto in casa virtussina sia dei calciatori più in forma che delle ambizioni dei pugliesi.
Settimana importante dopo il successo di Catanzaro: tatticamente quali sono i punti di forza della Virtus Francavilla?
«Sì, è stata la settimana dell’entusiasmo ritrovato. La Virtus è una società nata appena 6 anni fa ed ogni vittoria contro squadre di grande calibro come il Catanzaro rappresenta una medaglia ed un’iniezione di fiducia. La squadra sta bene, adesso può giocare con spensieratezza e con un risultato positivo potrebbe arrivare addirittura quinta. I biancazzurri giocano corti e compatti, con grande intensità: il centrocampo ha trovato il giusto equilibrio con Gigliotti e Folorunsho che pressano altro e con Zenuni che imposta molto bene pur essendo stato adattato a regista da pochissimo tempo. La difesa, invece, con l’arrivo di Vitiello si è assestata. Nel girone di ritorno la Virtus sarebbe tra le prime tre per punti fatti, con una partita in meno ancora da giocare».
L’arrivo di mister Trocini ha rigenerato diversi giocatori: chi sono gli uomini più in forma tra i virtussini?
«Sarao ha realizzato una doppietta contro il Catanzaro, ma su azione non segnava da un po’: è la prima volta che arriva in doppia cifra e a livello statistico è sicuramente il suo miglior momento in carriera. Lo stesso Zenuni è arrivato a gennaio dal Teramo: inizialmente è stato impiegato da seconda punta, esterno di centrocampo, mezzala ma da regista ha finalmente trovato la sua dimensione. Lui è quello più in forma della compagine pugliese: un ragazzo di appena 20 anni che si ritrova a fare il titolare grazie ad un’intuizione di mister Trocini. Menzione anche per Tiritiello che sta benissimo attualmente».
Nella Virtus Francavilla milita un ex Catania come Leonardo Nunzella, che alle falde dell’Etna non ha lasciato un grandissimo ricordo. E’ lui il titolare sulla fascia sinistra?
«Sì, in Puglia invece sta facendo molto bene: ha realizzato un gol su calcio di punizione nelle ultime giornate, è un leader perchè tira tutti i piazzati. Da quando è arrivato ha saltato solo dieci minuti nonostante sia arrivato soltanto a gennaio da svincolato senza aver mai giocato. Ha stupito soprattutto per la professionalità e lo stato fisico dimostrato, per il resto in questa categoria può far bene specie in una piazza tranquilla come Francavilla».
Che idea ti sei fatto sul Catania di quest’anno? C’era la reale possibilità di arrivare primo oppure hanno inciso altri fattori?
«Catania e Catanzaro erano squadre costruite in un certo modo: i calabresi hanno sbagliato alcuni approcci in certe partite, nonostante giochino con Auteri un ottimo calcio. I rossazzurri hanno patito alla lunga il tira e molla estivo: mettersi con la testa col campo non è stato facile, credo che il campionato si sia deciso nelle prime quindici giornate. Magari la Juve Stabia si sarebbe ritrovata lo stesso prima in classifica, ma sul Catania ha pesato molto il fatto di non aver mai trovato l’entusiasmo. Ad agosto era in B, poi è stata declassata in C, non è partita bene in campionato e lì non si è mai trovato il feeling con il pubblico. Ero al “Massimino” in occasione della gara d’andata e mi è rimasto impresso il fatto che il pubblico abbia fischiato la squadra nonostante la vittoria. Se non c’è serenità alla fine i risultati lo dimostrano».
Chi tra Juve Stabia e Trapani mantiene i favori del pronostico per compiere il salto diretto in Serie B?
«Ormai credo che la Juve Stabia sia ampiamente favorita: ha costruito il successo prevalentemente nelle prime giornate, mentre le altre erano sempre dietro ad inseguire. I campani sono stati bravi a capire quando decelerare senza comunque perdere la vetta, vincendo con merito lo scontro diretto contro il Trapani. Per le altre squadre è stato psicologicamente pesante giocare avendo l’obbligo settimana dopo settimana di vincere sistematicamente senza potersi concedere alcun passo falso».
fonte foto: gianni di campi


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