Contattato in esclusiva dalla redazione di NewsCatania.com, ha parlato il giornalista di Sportitalia e vicedirettore di TuttoSerieD.com, Orazio Accomando, che ha commentato in differita la semifinale d’andata Playoff tra Catania e Trapani. Diversi i temi affrontati, dal 2-2 maturato ieri sera al “Massimino”, davanti ad oltre 19 mila spettatori, alla proiezione sul match di ritorno, che si giocherà domenica alle 20.30 allo stadio “Provinciale”.
Ieri hai seguito la sfida del “Massimino” tra Catania e Trapani. Che partita hai visto?
“Non mi aspettavo un Catania così in difficoltà, sia sotto l’aspetto del gioco e sia sotto l’aspetto del controllo dell’avversario. Ho visto un Trapani nettamente più forte rispetto all’undici del Catania. Non mi aspettavo di vedere in panchina Lodi, l’unico giocatore insieme a Biagianti in grado di far fare il salto di qualità al centrocampo del Catania. L’ho detto più volte durante la telecronaca e sono stato felice di aver avuto ragione quando Lodi è entrato, perché a prescindere dai due gol e da quello che si è inventato, ha cambiato il volto al Catania, così come Baraye che ho visto più attivo rispetto a Marchese. Adesso servirà un’impresa”.
Dalla sua il Catania aveva la spinta di circa 20 mila spettatori, ma non ne ha approfittato. Cosa non ha funzionato nella formazione di Sottil?
“Secondo me ha subìto la pressione della partita. I ventimila spettatori possono caricarti da una parte, ma dall’altra aumentano la pressione e la responsabilità verso la squadra, che comunque anche durante la stagione regolare ha dimostrato di avere tanti pregi e tanti difetti. Dal punto di vista tecnico è mancato un supporto a Marotta e Di Piazza. Troppi lanci lunghi, Marotta ha fronteggiato i difensori centrali del Trapani sempre con contrasti fisici e non ha mai avuto l’opportunità di giocare palla al piede, così come Di Piazza. Però è mancato, come detto prima, Ciccio Lodi in mezzo al campo per larga parte della partita, perché il Catania non sembrava avere idee e non sembrava avere un gioco, viste anche le difficoltà avute da Rizzo e Bucolo”.
Contro una squadra come il Trapani, molto votata al possesso e al gioco offensivo, Lodi è il giocatore che può colmare il divario tecnico che si è mostrato ieri durante la partita?
“Hai fatto un’ottima osservazione. Il Trapani è una squadra che ama giocare a calcio e credo che l’unico modo per vincere a Trapani sia andare al “Provinciale” con la spavalderia di giocarsi la partita al 100%, cercando di essere padrone del campo, perché è chiaro che se ti presenti con una tattica attendista e aspetti il Trapani per tutta la partita, non sempre hai un Lodi che ti inventa gol da centrocampo o un Manneh che si inventa il calcio di rigore, che era anche abbastanza dubbio. Serve avere il pieno possesso del gioco, il Catania ha i giocatori per imporsi al Provinciale, perché stiamo parlando di una squadra che ha gente da categoria superiore, gente che ha oltre 200 presenze in serie A. E non è un caso. Motivo per cui l’unica soluzione che vedo è quella di un Catania a trazione anteriore”.
Che atteggiamento vedremo da parte delle due squadre? Un Trapani che attenderà di colpire al momento giusto e un Catania che cercherà dal 1’ la via della rete?
“Questo è quello che mi sento di suggerire, ovviamente con il massimo rispetto di chi fa le scelte in casa Catania. Non so quali saranno le scelte di mister Sottil e del suo staff. Di certo non iniziare la partita così come è stato fatto ieri, ovvero aspettando il Trapani, quindi è necessario cambiare qualcosa sia in termini di atteggiamento che di uomini a disposizione”.
I granata sono sembrati decisamente più in palla, nonostante il lungo stop e le situazioni extra-campo legate alla querelle tra l’attuale proprietà e l’imprenditore romano Heller. Ti aspettavi un approccio così propositivo della formazione di Italiano?
“Assolutamente no, non mi aspettavo un Trapani così in forma e così aggressivo sin dalle prime battute. Un grande applauso va fatto sicuramente a Vincenzo Italiano, che è stato bravo a tenere vivo il gruppo e non era facile dopo 25 giorni. Tra l’altro arrivare al “Massimino” con ventimila tifosi contro, con il fardello di essere la seconda classificata non era facile sotto l’aspetto delle responsabilità e sotto l’aspetto anche della pressione esterna, che non si è avvertita per larga parte della partita, perché per 70’ il Trapani ha avuto il dominio del gioco e del risultato. Poi è chiaro che dopo il gol di Lodi il Catania si è sciolto seppur in notevole ritardo e la pressione si è fatta sentire. Nell’economia della partita il pareggio è un risultato che ci può stare, anche se penso che il Trapani abbia fatto qualcosa in più”.
In termini di pressione, potrebbero cambiare gli scenari? Adesso il Catania non ha più nulla da perdere, mentre il Trapani deve difendere i due risultati utili.
“Credo di no, perché il Trapani ha avuto questo seguito e questo andamento dall’inizio della stagione, mentre il Catania ha vissuto fasi alterne tra momenti di crisi ed entusiasmo ritrovato. Il Trapani ha avuto sempre i soliti spettatori al Provinciale e la pressione di esser stata la seconda squadra in classifica, quindi penso che cambierà poco sotto questo aspetto”.
Il Piacenza ha invece chiuso virtualmente la pratica Imolese, dopo il 2-0, e si prenota per il primo posto nella finale che interessa le due siciliane. E’ un avversario temibile e che può giocarsela ad armi pari con entrambe?
“Si perché a questo punto della stagione non puoi permetterti di sottovalutare nessuno, anzi devi sempre prestare attenzione ad ogni tipo di avversario. A maggior ragione il Piacenza, che è una squadra che ha sfiorato per un punto la promozione diretta in serie B. Sappiamo tutti com’è andata con l’Entella con la promozione diretta sfumata allo scadere. Credo che sia Trapani, che Catania abbiano qualcosa in più in termini di valori, che comunque dovranno essere dimostrati sul campo”.
Segui da vicino anche il campionato di serie D. Le neopromosse Bari e Avellino andranno a rinforzare nella prossima stagione il girone C. Saranno le nuove squadre da battere? Senza dimenticare chi c’è già e chi si andrà ad aggiungere.
“Dipende anche dall’eventuale promozione di Trapani o Catania, così come dalla conferma o meno della retrocessione del Foggia. Al di là di tutto, probabilmente sarà più il Bari la squadra da battere, perché De Laurentis, stando alle ultime dichiarazioni, sembra voler spendere parecchi soldi per puntare in breve tempo alla massima serie. L’Avellino invece, sotto questo aspetto, mantiene un profilo più basso. Anche la stagione ha dimostrato che il Bari ha qualcosa in più”.


Facebook
Twitter
Instagram
RSS