Al via i Playoff di serie C, iniziati ufficialmente ieri con il primo turno della fase a gironi. In esclusiva ai nostri microfoni, ha parlato il noto giornalista di Sportitalia, Luca Cilli, analizzando a 360 gradi la situazione nei tre gironi.
Ti chiedo un punto sul primo turno dei playoff di serie C. Nessuna sorpresa, eccezion fatta per il Novara, che ha ottenuto il passaggio, vincendo sul campo del Siena.
“I risultati del primo turno hanno confermato le aspettative della vigilia. Forse la sorpresa e anche delusione di questi playoff è stata l’estromissione del Siena, che l’anno scorso aveva giocato la semifinale per andare in serie B. Poteva e doveva fare qualcosa in più. Il Novara è una sorpresa fino ad un certo punto, perché all’interno del campionato ha dimostrato spesso e volentieri, nonostante una stagione altalenante, di rendere meglio in trasferta. Non è un caso che sia riuscita a vincere a Siena. Sul raggruppamento C la Reggina è passata contro il Monopoli e credo che possa essere la mina vagante di questa prima parte di playoff”.
Al “Massimino” arriverà la squadra di Cevoli, che ieri ha sofferto al “Granillo”, conquistando un pareggio nei minuti finali. Che partita vedremo?
“E’ una sfida bellissima considerando la qualità, la storia e il pubblico delle due squadre. E’ una sorta di finale anticipata per la serie B ed è un peccato che debbano giocarsi un turno dei playoff, perché per storia e tradizione questa è una sfida che non ha nulla a che vedere con il campionato di serie C. Il presente parla chiaro e dice che il Catania ha sbagliato qualcosa nella stagione regolare. Non tutto è perduto, ci sono i playoff, che sono un campionato a parte. La Reggina ha sbagliato qualcosa come il Catania, però adesso si gioca le sue possibilità. Sulla carta dico Catania, perché a livello di qualità ha qualcosa in più rispetto alla Reggina e ha due risultati su tre a disposizione. Quando giochi in casa al “Massimino” giochi in 12. E’ una partita che può nascondere diverse insidie, perché la Reggina ha entusiasmo in questo momento e, se vogliamo, ha la testa un po’ più libera rispetto al Catania. I playoff a volte si vincono anche grazie ad una condizione psicologica ottima, al di là delle qualità tecniche che si hanno”.
Un po’ come successo a Novara, il Catania si è riaffidato ad Andrea Sottil, dopo l’esonero di Novellino. Come vedi questa scelta?
“Sottil è un allenatore in grado di fare la differenza, soprattutto in questa parte finale della stagione. Secondo me non andava esonerato. La società ha deciso di affidarsi a Novellino, che sulla carta era la miglior soluzione possibile in quel momento, ma non ha pagato per una serie di motivi. Il ritorno di Sottil può essere la carta vincente per il Catania in questo finale di stagione. E’ un allenatore molto preparato, che sa come si vince e che l’anno scorso ha vissuto più o meno la stessa situazione a Livorno, dove ha disputato una grandissima prima parte di stagione, prima di essere sollevato dall’incarico. Quando è tornato ha rimesso insieme i cocci e ha trascinato il Livorno alla promozione in serie B. E’ stato bravo a riprendere il filo del discorso e non era semplice. Lo stesso dovrà fare qui a Catania. Secondo me è la persona giusta al momento giusto”.
In questa griglia dei playoff chi può essere la sorpresa?
“E’ difficile trovare la sorpresa, può succedere di tutto. Nel girone A il Piacenza è rimasto scottato per come è andata la stagione. E’ una squadra molto forte, se psicologicamente ritrova la forza di rimettersi in carreggiata, può ambire al salto in B. Il Sudtirol è una squadra temibile e anche nella passata stagione l’ha dimostrato. Anche l’Imolese può dire la sua nel girone B. Nel girone C, salvo clamorosi colpi di scena, il Catania è la grandissima favorita”.
Come va affrontato questo secondo mini-campionato? Si gioca più sull’aspetto mentale o fisico?
“Partiamo dal presupposto che è un campionato totalmente a parte, in cui devi essere bravo ad azzerare tutto ciò che è stato in campionato, sia di positivo, che di negativo. Sicuramente conteranno l’aspetto fisico e psicologico. Il Cosenza dell’anno scorso ne è l’esempio più lampante”.
Il prossimo anno il girone C di serie C potrebbe trasformarsi in una B2 mascherata, tra squadre promosse e retrocesse, senza dimenticare il caso Palermo.
“Si sbaglia la dicitura, ma il girone C della prossima stagione è una serie B. Si prospetta un raggruppamento, sulla carta, bellissimo con tante squadre che hann voglia di vincere e di incidere. Credo sia veramente una seconda serie B”.


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