Escl. NewsCatania – Bellinazzo (Sole 24 Ore): “Il bilancio del Catania può influire sul futuro e sulla cessione”
È intervenuto ai microfoni di NewsCatania, durante la diretta radiofonica odierna, il giornalista del Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, per approfondire i numeri del bilancio 2015 della società Calcio Catania. Queste le sue parole riportate:
– I numeri del bilancio 2015 del Catania cosa raccontano?
“Il bilancio del Catania del 2015 rimostra come il calcio italiano soffra di forti squilibri e la retrocessione per una realtà come Catania ha portato a perdere di colpo i 30 milioni garantiti dai diritti tv. É vero che c’era il paracadute di 15 milioni, ma sul fronte dei costi c’è stato solo una lieve diminuzione a livello del monte ingaggi. È facile dire che quando vai in Serie B gli ingaggi si possono tagliare, è più difficile farlo quando ti trovi giocatori che non lo accettano e che al club non conviene nemmeno lasciare andare se la società vuole tornare subito su. La storia di questi ultimi campionati, come per Bologna e Palermo ad esempio, ha dimostrato che se non si torna subito in Serie A si può creare un circolo vizioso, per cui diminuiscono gli introiti mentre in Serie B i costi restano sempre alti e si materializzano i rossi in bilancio”.
– In ottica futura invece questo bilancio cosa lascia auspicare?
“Quando c’è un calo così forte dei ricavi e non si riesca, non che convenga troppo, a tagliare la rosa e non si torni subito in Serie A come è successo al Catania la situazione diventa molto critica. Poi tutto è sfociato in altre vicende di legalità quest’estate, ma l’aver rischiato l’anno scorso le soglie della Lega Pro poteva significare veramente dover portare i libri in tribunale. Questo bilancio certifica un’anomalia che la Lega in parte ha corretto dando 60 milioni di paracadute, cosìcchè se il Catania fosse retrocesso quest’anno avrebbe ottenuto 25 milioni di paracadute anziché 15”.
– Rispetto ad una cessione della società cosa pensa?
“C’è da ragionare su quello che può essere il futuro del Catania rispetto a dei soggetti potenzialmente interessati ad investire per rilevare la società. Torre del Grifo risorsa o ingombro in una potenziale trattativa? Dipende tutto dalle capacità economiche del compratore. Il caso Parma insegna che gli acquirenti hanno preferito far fallire il club e ripartire da zero, dal calcio non professionistico. Torre del Grifo può essere un asset fondamentale se si vuole investire pure sul settore giovanile. Pensiamo al caso Bari dove l’imprenditore Dató Noordin, che comprerà la società pugliese, ha detto che investirà su un centro sportivo per il vivaio e creare in casa talenti. Questo asset il Catania ce l’ha in casa e quindi un compratore che abbia la liquidità necessaria lo troverà appetibile. Viceversa, se il progetto di investitori con minore esposizione economica porta a comprare un immobile che costi 20-30 milioni, non i 40 scritti a bilancio, tutto può diventare molto impegnativo e in quel senso può essere un disincentivo”.
– Il mantenimento della categoria è determinante per i bilanci del Catania e per la possibile cessione?
“Vista la situazione della Lega Pro, in ottica cessione il mantenimento della categoria non credo sia una discriminante così importante. Se torniamo al discorso di prima, se il Catania si trovasse in Serie D si comprerebbe ad un prezzo migliore per rilanciarlo. Quello che conta per un investitore non è da dove si parte, ma qual è il progetto, qual è la piazza e il bacino di utenza. E sotto questo punto di vista Catania ha dimostrato di dovere e poter stare nella massima competizione italiana. La cosa veramente strana è che fino a pochi anni prima della retrocessione, leggendo i bilanci del Catania, si vedeva una gestione molto equilibrata con degli utili in diverse stagioni. Era un piccolo modello il club di Pulvirenti ed è stato un peccato si siano prese decisioni diverse sulla governance, che hanno portato alla situazione di oggi”.
– Il bilancio dell’anno in corso cosa potrebbe raccontare?
“In Serie B il Catania ha incassato dalle tv 500 mila euro, dallo stadio 1.5 milioni e 2.4 milioni dall’area commerciale. Siamo sotto i 5 milioni di entrate ordinarie, destinate a scendere se non addirittura a dimezzarsi in Lega Pro. Sarà anche il prossimo un bilancio in rosso, con perdite che si accumuleranno. Una proprietà con problemi di natura giudiziaria da affrontare, quindi in questo momento non può che avere intenzioni serie nel trovare un interlocutore realmente interessato, per cedere quest’asset nell’interesse della tifoseria del Catania”.
– Futuro?
“Difficile dirlo. Non mi piace parlare di cose che non conosco. Si è parlato tanto dell’interesse di Vergara, che ha fatto investimenti nel calcio messicano e non solo. Ha una solidità finanziaria per questo genere di investimenti. Devo dire che non ho trovato moltissimi riscontri ancora sulla concretezza di quest’interessamento. Se arrivasse un imprenditore di questo tipo cambierebbe completamente lo scenario. Servirà attendere nei prossimi mesi se ci sarà o meno una dimostrazione di interesse di Vergara o altri per rilanciare una piazza importante come Catania”.
foto: panorama.it
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