Calaiò ha analizzato in modo approfondito la stagione dei rossazzurri, parlando anche della possibile permanenza a Catania del suo assistito: “La vittoria che il Catania ha conseguito contro la Lupa Castelli Romani darà morale verso la gara contro il Benevento – ha detto – . È chiaro che andare a giocare contro la prima forza del campionato non sarà semplice. La squadra di Auteri quest’anno ha dimostrato di giocare bene e sfida chiunque a viso aperto, ma il Catania, se giocherà da Catania, potrà ottenere un risultato importante per la lotta salvezza. È vero che anche a Foggia i rossazzuri erano arrivati galvanizzati dalla vittoria contro il Messina, in un sentitissimo derby, però poi contro i pugliesi l’atteggiamento non è stato all’altezza della situazione. Tatticamente una squadra che copre col baricentro così basso contro un avversario come il Foggia rende più complicate le ripartenze, con i giocatori, soprattutto gli esterni, che devono fare 60 metri di campo e arrivano più stanchi in fase conclusiva e rischiano di dare meno apporto complessivamente”.
“Su Falcone, guardando i numeri è vero che ha segnato poco, ma la stagione non è assolutamente negativa. Considerando anche un contesto dove tanti hanno fatto fatica, come gli stessi Russotto e Calderini, per non parlare degli ultimi mesi di Calil, Falcone è uno di quelli sempre più propositivi. Il suo lavoro non è far gol, ma ha interpretato bene quest’anno i ruoli che gli hanno proposto”.
“Su Moriero preferisco non esprimere un giudizio. Lo conosco, come conoscevo Pancaro, ma non è il momento di esprimere giudizi a 4 giornate dalla fine. Problema di attributi per il gruppo? Sarebbe semplicistico ridurre solo a questo i problemi del Catania. Emblematici sono stati ad esempio i problemi emersi nella gara con il Melfi. Quando segni 3 gol fuori casa e non riesci a vincere è palese che c’è qualcosa che non va e sarebbe sbagliato dare le colpe alla sola difesa”.


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