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Fabbricini a NC: “Tante assenze, ma Fella e Bernardotto possono essere decisivi”

Fabbricini a NC: “Tante assenze, ma Fella e Bernardotto possono essere decisivi”

Sarà un Avellino rimaneggiato quello che domani affronterà il Catania allo stadio “Partenio-Lombardi”: gli irpini si ritrovano con diversi positivi in rosa e mister Braglia è chiamato a reinventare difesa e linea mediana, mentre il reparto avanzato è l’unico a conservare alternative di livello da poter sfruttare anche a gara in corso. Rossazzurri che in trasferta non vincono da più di un mese e che dovranno provare ad invertire il trend, anche per cancellare l’opaco pareggio casalingo dell’ultimo turno. Due squadre che, per motivi diversi, non godono dello smalto dei giorni migliori e si daranno battaglia, in un incontro che potrebbe riservare parecchie sorprese.
Di seguito le opinioni e sensazioni di Domenico Fabbricini, giornalista e direttore del portale TuttoAvellino.com che segue da vicino le sorti della compagine campana.

Ciao Domenico: Avellino falcidiato dal Covid-19 nelle ultime settimane ma l’ipotesi di sconfitta a tavolino dovrebbe, comunque, essere scongiurata.

“Sì, ti confermo che non esiste la possibilità di una sconfitta a tavolino per gli irpini, avendo già chiesto il bonus la scorsa partita contro il Potenza. Attualmente la situazione è abbastanza emergenziale ma si giocherà. Nove giocatori ad oggi sono ancora negativi: si tratta di Errico, Aloi, Marco Silvestri, Pane, Rocchi, D’Angelo, Adamo, Rizzo e Tito. Questi ultimi allungano la lista dei convocabili, ma non dovrebbero essere arruolabili. Infine anche De Simone (vice-allenatore, ndr) non ci sarà per lo stesso motivo. Possibile che Braglia porti diversi ragazzi della Berretti per rimpolpare la panchina”.

Tante assenze, ma in campo undici calciatori dovranno andarci: illustraci quale potrebbero essere le scelte di mister Braglia.

“Le scelte sono quasi obbligate: non ci sarà Luigi Silvestri, causa squalifica pregressa. Andando alla probabile formazione l’Avellino si schiererà con un 3-4-3 in cui dovremmo trovare: Leoni tra i pali, Miceli, Dossena e Nikolic in difesa; De Francesco, Bruzzo, Burgio e Ciancio nella linea di centrocampo; Maniero, Fella e Bernardotto davanti con Santaniello in panchina”.

Rimanendo in tema di individualità, l’Avellino presenta tre ex rossazzurri (uno per ruolo, ndr): l’ambientamento pare essere stato molto rapido.

“Miceli ha avuto un buon impatto, fino ad essere nominato capitano della squadra al posto di Laezza (uno degli ultimi superstiti della scorsa stagione). Si sta comportando molto bene, in difesa è sempre attento, preciso e puntuale. Ciancio ha giocato a corrente alternata, adesso sta avendo più continuità anche a causa delle numerose assenze sulla fascia ed è diventato per forza di cose titolare con margini di miglioramento sensibili. Maniero inizialmente è stato una delusione: ci si aspettava subito il botto, ma è partito con il freno a mano tirato. Poi ha avuto quell’exploit con due gol contro la Casertana ed una prestazione convincente, ma l’ingenuità dell’espulsione con la Turris (costata poi la rimonta degli avversari) ha un po’ raffreddato gli entusiasmi. Ci si immagina che possa rientrare tra i titolari, vedremo quale sarà il vero Maniero se quello di inizio campionato e quello dell’ultimo periodo. L’Avellino lo ha convinto con un buon ingaggio e con un progetto valido, si è sentito importante e corteggiato ed ha accettato di buon grado”.

Un piccolo focus su Di Paolantonio, non confermato dalla nuova società biancoverde.

“Il suo nome ha fatto rumore: lui aspettava una chiamata dalla Serie B, c’era questo sentore ed anche le parole del suo agente lo avevano confermato. La chiamata non è arrivata, quindi hanno risentito l’Avellino nuovamente per trattare ma gli irpini si erano già tutelati. Ha sparato alto sull’ingaggio ed anche per questo non si è trovata la quadra, quando ha abbassato le pretese ormai la squadra era fatta”.

Tattica ma non solo: l’Avellino nelle ultime uscite è sembrato in calo.

“Dal punto di vista tattico Braglia ha un po’ variato in queste prime gare: non ha mai potuto schierare per tante partite consecutive lo stesso modulo, aveva iniziato col 3-5-2 ma poi è passato al 3-4-3. Ciò che accomuna le prestazioni in tutte le partite è la compattezza dimostrata e questo aveva stupito tutti gli addetti ai lavori, in quanto parliamo di una squadra che è stata ricostruita da zero e all’ultimo minuto di mercato. Giocatori d’esperienza che hanno saputo sopperire alla mancanza di amalgama e quindi sapevano come muoversi in campo. Braglia li ha fatti sentire subito a proprio agio, fino alla quinta l’Avellino infatti poteva contare sulla miglior difesa. Una quadratura che si è andata perdendo effettivamente, con la Turris si è verificato un crollo inusuale e si è rotto qualcosa. Credo che l’Avellino abbia iniziato a perdere terreno e probabilmente sicurezza, non c’è stata la possibilità di tornare in campo ma prendendo in esame le ultime due gare sembra essersi davvero smarrito a livello psicologico”.

Un tuo parere da esterno sul Catania: quest’anno, forse per la prima volta, la squadra rossazzurra non parte con i favori dei pronostici.

“Secondo me il Catania è una buona squadra, era partito così così un po’ per i problemi societari e per tante novità che ci sono state. Inizialmente ha zoppicato, pensavo fosse tagliato fuori dai primi posti ma poi è stata ridotta la penalizzazione ed è arrivata la fiducia. A parità di organici, se l’Avellino fosse stato al completo, probabilmente sarebbe stato leggermente avanti nei pronostici. Dall’organico gli irpini possono certamente ambire alle prime quattro posizioni, con le defezioni attuali però la partita è molto aperta. Spero che finisca 2-1 per l’Avellino ma è una gara davvero da tripla, bisognerà capire come interpreteranno le due squadre il match e non è un fattore scontato a priori. Probabilmente questo campionato lo vincerà la squadra che avrà meno defezioni da Covid-19”.

Foto: irpinianews.it

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